Emergenza covid-19 nelle carceri aquilane, Nardella: “Rinnovare impiego Operatori Socio Sanitari”

di Redazione | 13 Aprile 2021 @ 12:12 | ATTUALITA'
SiNAPPe Uil Pa Polizia penitenziaria: "Personale anziano e insufficiente"
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L’AQUILA – “Il 30 Aprile scadrà il mandato per gli operatori socio sanitari impiegati, in occasione dell’emergenza Covid e su volere della Protezione Civile, per dare man forte alla pesante situazione creatasi negli istituti di pena. L’idea avuta di utilizzare questa nuova figura nei penitenziari di Sulmona, L’Aquila e Avezzano si è sin da subito mostrata non solo geniale ma anche e soprattutto foriera di un positivo riassetto organizzativo dell’Area Sanitaria insistente all’interno delle carceri”.

A dirlo è Mauro Nardella componente della Segretaria Regionale Uil Pubblica Amministrazione Abruzzo.

“In considerazione della strategica funzione di questi importantissimi operatori, in una lettera inviata il 16 ottobre 2020 all’assessore alla sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, al direttore generale ASL1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona Roberto Testaal responsabile UOSD Medicina Penitenziaria Fausto Frabotta, al Sig. Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Lazio, Abruzzo e Molise Carmelo Cantone e al Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale Gianmarco Cifaldi il Segretario Generale Territoriale della UIL PA Polizia Penitenziaria nonché componente della segreteria confederale UIL Adriatica Gran Sasso Mauro Nardella, la Uil ha chiesto di rendere strutturale il loro utilizzo assegnando in pianta stabile a questa tipologia di realtà questa particolarità di personale”, afferma Nardella.

“Della risposta a questa lettera tuttavia – sottolinea il sindacalista – non se ne è avuta traccia. Nessuno degli attori interpellati ha offerto un suo parere e/o contributo sulla questione posta. Eppure la tematica meriterebbe molto più che una semplice risposta all’invito fatto di assegnare definitivamente un ruolo di questo genere alle infermerie carcerarie. Il tutto non solo perchè, proprio in virtù del netto miglioramento che hanno saputo dare alle dinamiche sanitarie all’interno delle carceri aquilane, hanno dimostrato di essere efficaci ed essenziali ma anche e soprattutto perchè la loro stabilizzazione arresterebbe quella forma di demansionamento alla quale sarebbero chiamati gli infermieri visto che in assenza degli OSS sarebbero proprio loro a doversi assogettare le loro funzioni”.

“La UIL PA Abruzzo auspica quindi che venga presto data una risposta sia dalla Protezione Civile per l’eventuale proroga pro COVID 19, sia dai vertici della ASL Aquilana. Ne varrebbe per l’economia generale delle carceri”, conclude il dirigente


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