Eliseo Iannini: “La riperimetrazione della Riserva del Borsacchio renderà possibile un’agricoltura economicamente sostenibile”

l candidato di Forza Italia alle Europee: "Così si eviteranno lo spopolamento e l'abusivismo"

di Redazione | 24 Febbraio 2024 @ 11:02 | VERSO LE ELEZIONI
Eliseo Iannini
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L’AQUILA – La Riserva del Borsacchio sta diventando quello che non dovrebbe mai essere: un punto di rottura tra i tanti, legittimi, portatori d’interesse. Non era possibile continuare a pensare che un’area come quella, oltre mille ettari tra Cologna Spiaggia, Roseto degli Abruzzi e Montepagano, potesse essere inibita per sempre a una forma di agricoltura moderna.

La riperimetrazione attuata dalla Regione Abruzzo va incontro alle istanze degli agricoltori, ma non annulla la Riserva. Ne limita i confini, certo, però mette finalmente in moto quei meccanismi di reale valorizzazione dell’area che, dalla sua istituzione ad oggi, era un’incompiuta.

I vecchi vincoli rendevano letteralmente impossibile ristrutturare in modo efficiente un casale, creare i presupposti per un’agricoltura moderna ed economicamente sostenibile.

Gli agricoltori erano senza strutture di servizio, cantine, stalle e laboratori e, conti alla mano, svolgevano un’attività a basso reddito. Più basso di quello degli altri agricoltori che, oramai da un mese, stanno protestando in Italia, in Francia e in altri stati europei perché non riescono a tirare avanti.

L’eco di quelle proteste dà ulteriore forza all’azione intrapresa dalla Regione, più volte negli anni caldeggiata dalla popolazione. Gli ambientalisti, che vanno comunque ascoltati, ne prendano atto.

L’Abruzzo è una terra dove le attività economiche possono coesistere con la natura, salvo creare i presupposti affinché ciò avvenga. Uno dei problemi dell’eccessiva estensione della Riserva del Borsacchio era lo spopolamento, soprattutto di giovani.

Non possiamo permettercelo! Anche perché lo spopolamento viene a far mancare il controllo del territorio e favorisce l’abusivismo e il proliferare di discariche abusive, che danneggiano proprio la Riserva.

L’auspicio è che si apra un terreno di costruttivo confronto per il bene dell’intera area la cui sopravvivenza non può prescindere da un’agricoltura economicamente sostenibile.


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