Elezioni: una settimana litigiosa agita il centrosinistra

di Redazione | 06 Agosto 2022 @ 11:53 | POLITICA
Letta
Print Friendly and PDF

L’accordo nel centrosinistra annunciato martedì tra Pd e Azione e Europa+ è stato subito messo in discussione, per via della difficile convivenza tra Azione, Sinistra Italiana e i Verdi.

Dopo un’altra giornata di trattative l’accordo tra il Pd con Verdi e Si non è ancora stato chiuso. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno portato a Enrico Letta un documento programmatico, gemello diverso di quello frutto dell’accordo con Carlo Calenda; netto è lo stop al nucleare, mentre sui rigassificatori si entra nel merito: “No all’impianto di Piombino”, mentre un’apertura potrebbe arrivare sul modello Ravenna. E poi ancora sì a una politica di sostegno alle famiglie. “Impraticabile”, infine, una coalizione basata sull’agenda Draghi. Dopo diversi contatti, l’incontro tra i tre si tiene in serata, ma non basta per siglare l’intesa: “Abbiamo ascoltato e registrato la volontà molto forte del Pd di arrivare alla costruzione di un’intesa con l’alleanza Verdi-Si. Abbiamo registrato la volontà di rendere questa alleanza centrale in questa campagna elettorale”, sintetizza Nicola Fratoianni, “Nelle prossime ore ci confronteremo nella nostra alleanza, svolgeremo la nostra discussione e poi ci auguriamo in tempi rapidi di dare una valutazione definitiva e capiremo davvero se ci sono le condizioni per questa intesa”, aggiunge. Ancora da chiudere, poi, la partita con Luigi Di Maio: il ministro potrebbe incontrare Letta. Nelle prossime ore, ribadisce ai suoi, “bisogna capire dove vuole andare questa coalizione e che coalizione si vuole costruire. Ma una cosa è certa: le forze politiche di una coalizione non possono essere differenziate in partiti di serie A e partiti di serie B”. 

Dopo l’ultimatum di ieri il leader di Azione su Twitter torna a ribadire che l’alleanza è a rischio: «Vedo retroscena complicati. Il punto è semplice. Si vince con una proposta credibile di Governo, molto chiara nel patto firmato con il Pd. Si perde se si aggiunge un patto contraddittorio rispetto al primo con gente che ha sfiduciato Draghi. Li eravamo, li siamo rimasti». Il riferimento ai retroscena riguarda le voci che vogliono Enrico Letta pronto a far correre il Pd da solo in caso di rottura dell’alleanza. 


Print Friendly and PDF

TAGS