Elezioni, Martino: “Servono uomini di esperienza nei ruoli governativi”

di Marianna Gianforte | 05 Agosto 2022 @ 06:00 | POLITICA
forza italia
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L’AQUILA – Obiettivo: ottenere un ruolo di Governo. E’ questo in sostanza il punto fermo del lavorìo nel quale sono impegnati i parlamentari di Forza Italia a Roma nello sforzo all’ultimo sudore di mettere a punto la campagna elettorale per le politiche del 25 settembre, e a dieci giorni dalla scadenza della presentazione delle liste. Puntare in ‘alto’, a occupare uno scranno vicino al Governo, o dentro al Governo (non si sa mai), per poter agire in modo più concreto sulle questioni importanti non soltanto per l’Italia, ma soprattutto per l’Abruzzo. Perché con il voto del 25 settembre “il centrodestra governerà il Paese e Forza Italia avrà un ruolo centrale”. Ne è convinto il deputato forzista (non della prima ora, si è formato alla Leopolda di Matteo Renzi) Antonio Martino, 46 anni, di Popoli, imprenditore, dal 21 giugno del 2018 capogruppo in commissione Finanze. Che non nasconde il suo entusiasmo per un voto sempre più vicino: le ultime elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento in Italia si sono tenute domenica 4 marzo 2018 ed è evidente, dice, “che gli italiani possano esprimere da chi vogliono essere governati”. Martino le vicende racambolesche del Parlamento italiano, dal momento in cui vi è entrato, le ha vissute tutte: dopo la crisi istituzionale durata tre mesi, l’arrivo del primo Governo Conte I, Conte II, Draghi. Per Martino è arrivato il momento che gli italiani tornino al voto.

Deputato, lei è in Parlamento dal 2018, eletto nel collegio uninominale dell’Aquila, pronto a ricandidarsi alle prossime elezioni politiche: al termine di questa esperienza di Governo così fulmineamente messa alla porta, qual è il suo giudizio del Governo Draghi?

Mario Draghi è una persona di grandissimo livello, intervenuto in soccorso del Paese in un momento molto difficile, nel pieno di una pandemia e di una campagna vaccinale impegnativa. Ma non basta esser competenti e bravi per guidare un Paese; ci vuole la politica, che non è un’arte minore. Draghi non ha avuto questa capacità ‘politica’ di guidare il Governo. Senza nulla togliere a questa importante personalità e che Forza Italia ha voluto fortemente anche tempo addietro alla guida della Bce, la sensazione netta è che lui stesso volesse lasciare il suo incarico di capo del Governo. Lo si è ben capito dal discorso in Senato. Non è un dramma voltare pagina; anzi, prima si arriva al voto e meglio è per tutto il sistema Paese: arrivare a marzo sarebbe stato uno sillicidio. Si deve tornare a dare la parola agli italiani, perché non abbiamo un Governo politico dal 2011″.

Quali sono quei provvedimenti che devono necessariamente essere traghettati dal Governo uscente al nuovo?

“Occorre innanzitutto continuare incisivamente e in continuità sulla strada dello sviluppo dei progetti del Pnrr; poi, da capogruppo della commissione Finanze, dico che è urgente portare a compimento la riforma fiscale. E con essa, detassare le abitazioni, assolutamente non tassare il catasto e la successione: non ha senso, specie in questo periodo storico con una simile complessa congiuntura. Diciamo poi sì alla pace fiscale: permettere a coloro che hanno dichiarato tutto ma che non ce l’hanno fatta a rispondere al fisco e hanno bisogno di rimettersi a pari, di avere la possibilità di farlo rateizzando nel giro di alcuni anni a seconda dell’entità della somma. Penso agli imprenditori che soprattutto in questi difficili anni hanno davvero sofferto molto: dare la prospettiva di uscire dalla difficoltà è molto importante, anche per salvaguardare posti di lavoro”.

Quali sono stati i fronti che l’hanno vista impegnata in questi quattro anni?

“Per l’appunto, come dicevo, il lavoro in difesa del catasto. Molto importante poi l’attività in commissione per la questione incresciosa e drammatica, per molti risparmiatori, delle banche fallite”.

– Quali invece le questioni urgenti per l’Abruzzo, sulle quali il prossimo Governo dovrà dare risposte?

“Le infrastrutture sono un appuntamento che la nostra regione deve vedere implementare: autostrade – stiamo assistendo alla contrapposizione Governo-Strada dei Parchi -; treni (penso al collegamento veloce Roma-Pescara); superare le problematiche dei comparti industriali; potenziare il turismo che è fuori dalle rotte internazionali”.

Per quanto riguarda la competizione elettorale, come sarà la campagna elettorale del partito abruzzese?

“Forza Italia sarà in campo interamente, con me e con il coordinatore Nazario Pagano, deputati uscenti, prima di tutto; mi auguro che saranno presenti anche Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo e tutti i consiglieri regionali per dare forza alla lista di Forza Italia. Tutti devono fare la loro parte: poi sarà il partito a decidere ruoli e posizioni in base alle competenze. Io accetto la sfida e mi metto a disposizione, come ho fatto nel 2018, quando venni eletto, qui in Abruzzo, nell’unico collegio vinto dal centrodestra nel Centro-Sud. In Abruzzo ci sono parlamentari che hanno un’esperienza alle spalle: ecco, sono quelli che potrebbero diventare classe dirigente governativa. Un passaggio importante per il futuro del nostro territorio e non per carriere personali. L’Abruzzo si trova a un bivio: se la corsa per le politiche è un premio alla carriera, a me interessa poco. Tanto per dire: la mia dichiarazione dei redditi quattro anni fa era quattro volte superiore… Non basta puntare a diventare parlamentari per le proprie ambizioni di carriera personali; occorre essere utili al territorio; andare a Roma per fare il ‘pigiabottoni’ serve a poco. Oggi c’è la possibilità di fare un secondo mandato e lavorare da uomo di Governo, ma per far ciò non servono persone che cercano il premio alla carriera, bensì uomini ‘con le spalle larghe’, persone ‘grandi’, con la capacità di prendere ruoli di Governo. Io sono a disposizione, se rieletto potremmo essere in grado di entrare a far parte di una squadra di Governo, perché centrodestra sarà al Governo. La parola d’ordine è: mettere l’Abruzzo al centro”.


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