di Maria Cattini – “Per un Abruzzo protagonista”: con questo slogan elettorale, “sparato” oggi a sei colonne in prima pagina, il quotidiano abruzzese “il Centro” ha, di fatto, ufficializzato l’ardua impresa di Giovanni Legnini di portare alla vittoria delle prossime elezioni regionali ciò che rimane del PD.
L’ex Presidente del Csm pur rinviando ancora di qualche giorno il sì ufficiale, ha dichiarato che: “la mia riflessione si è conclusa. Adesso è il momento di condividerla con altri. La partita è apertissima, mi faccio portatore vincente per dare forza a questa terra”.
Nel corso della lunga intervista, alla quale è stato dato il massimo risalto dal quotidiano abruzzese, Legnini conferma di volersi presentare “con una squadra nuova”. Quindi niente più simbolo del PD accanto al suo nome. E’ questa l’ultima condizione che dovrà essere accettata dal resto dei suoi compagni di ventura, prima dell’ufficializzazione definitiva a candidarsi “per il bene dell’Abruzzo”. Dai sondaggi di questi giorni, infatti, risulta chiaro come il PD e il nome di D’Alfonso siano visti come una vera iattura dagli abruzzesi. Solo a nominarli, gli elettori si danno alla fuga. Sempre secondo i numeri raccolti dagli ultimi sondaggi, Legnini dovrà recuperare in appena due mesi la bellezza di 100 mila voti per poter vincere sugli avversari. Il suo nome è molto conosciuto e apprezzato dell’establishment abruzzese ma rimane semi sconosciuto alla stragrande parte della popolazione. Solo per farsi un’idea: Sara Marcozzi può contare circa 68mila follower su Facebook, che equivalgono a sei volte il numero dei lettori de “Il Centro”. Legnini al momento non ha neanche un profilo attivo sui social.
Impresa ancora più difficile per Legnini sarà quella di far dimenticare agli abruzzesi l’esperienza politica appena conclusa di Luciano D’Alfonso. Sarebbe difficile per chiunque avvalorarsi come “nuovo” e “portatore di discontinuità” rispetto alla giunta D’Alfonso sulle stesse pagine del quotidiano che, per mesi, ha pubblicato ed esaltato qualsiasi cosa dicesse o facesse D’Alfonso, nella doppia veste di presidente di Regione e candidato al Senato. Ma Legnini comunque ci proverà. Hai visto mai…
Attualmente l’unica speranza per l’operazione politica “en travesti” del PD e di Legnini è aggrappata alla rottura del fronte del centro destra, in modo da intercettare qualche lista civica che ampli il proprio elettorato.
Nelle prossime elezioni regionali, sia per il centro sinistra che per il centro destra, saranno infatti proprio le liste civiche l’elemento determinante per fare fronte contro il M5Stelle, l’unico partito ad affrontare le urne da solo ma che ad oggi può vantare, almeno nei sondaggi, il candidato presidente di gran lunga più apprezzato dagli abruzzesi.
Anche perché si sa: le “liste civiche” sono quelle solitamente composte da persone orgogliosamente convinte che “come in amore e in guerra, anche in politica ogni buco è trincea”.
Quindi anche per Legnini: “Vive l’amour! Vive l’Abruzzo! Vive la guerre!”

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