Elezioni, FdI: “Il nostro partito ha fatto la differenza”. In coordinamento provinciale anche il caso L’Aquila

di Alessio Ludovici | 19 Marzo 2024 @ 06:00 | ELEZIONI
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L’AQUILA – Si è tenuta ieri la riunione del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia con all’ordine del giorno l’esame dei risultati del voto alle elezioni regionali abruzzesi dello scorso 10 marzo. Elezioni in cui FdI porta a casa risultati importanti. Dalla riconferma di Marsilio, la prima volta che un presidente abruzzese viene rieletto, al risultato regionale del partito che sale al 24% senza voler considerare la lista del presidente.

In provincia dell’Aquila Fratelli d’Italia sale addirittura al 26,52%. Ma non mancano le spine in provincia. Se in Marsica il partito porta a casa l’elezione in consiglio regionale di Mario Quaglieri e Massimo Verrecchia, all’Aquila il partito si ferma al 18% circa e non riesce ad eleggere né Alessandro Piccinini né Tiziana Del Beato. Responsabilità diffuse, fanno capire dal partito e in particolare avrebbero pesato le tante candidature pesanti espresse dalla città dell’Aquila sia nel centrodestra che nel centrosinistra.

Non sono però sfuggite agli osservatori esterni le oltre 863 preferenze in città per Verrecchia e le altre 463 di Quaglieri sempre nel capoluogo. Un dato che fa riflettere. In generale, in città, il centrodestra si ferma al 52,7%, un buon risultato ma probabilmente al di sotto delle aspettative, certamente al di sotto del dato provinciale dove la coalizione di Marsilio sfonda il muro del 60%.

E’ in particolare nella zona urbana dell’Aquila che il centrodestra soffre, in centro, solidamente appannaggio del centrosinistra, ma anche nelle periferie. Complessivamente sommando i risultati di queste con quelli del centro storico il centrosinistra è addirittura leggermente avanti. E’ nelle frazioni che il centrodestra, al contrario, stravince e consolida chiaramente i suoi consensi con dati intorno al 60% pur in presenza di una buona affluenza nelle sezioni stesse, un dato che dimostra chiaramente quanto profondo sia il radicamento dell’attuale maggioranza nelle frazioni.

Un voto, quello aquilano, che potrebbe ad ogni modo rimescolare anche le carte in coalizione dove Forza Italia aveva temporaneamente seppellito l’ascia di guerra.

Le interviste a Claudio Gregori, Guido Liris e Massimo Verrecchia.


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