Editoria, nelle librerie “La grande neve” di Francesco Baldarelli

L'autore ha fatto parte del Cda dell'ex Accord Phoenix all'Aquila

di Redazione | 01 Maggio 2021 @ 06:10 | RECENSIONI
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L’AQUILA – Dopo aver pubblicato “Il tempo sospeso” nel 2015, Francesco Baldarelli ha realizzato il suo nuovo libro dal nome “La grande neve” (Affinità Elettive Edizioni).

L’ex parlamentare del Pd, è stato componente del Consiglio di amministrazione (Cda) dell’allora Accord Phoenix, società operante nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) che si è insediata nel 2014 al Tecno Polo d’Abruzzo, già polo elettronico aquilano.

Il Cda era diretto dal magnate indiano, ma cittadino inglese, Ravi Shankar, proprietario dell’impresa nata all’Aquila.

Da maggio dello scorso anno, la piena proprietà dell’azienda è tutta del fondo americano d’investimenti Orchard, che nel dicembre 2015, era entrato in società rilevando le quote fino a poco tempo prima detenute da un trust cipriota schermato.

E così Baldarelli ha rassegnato le dimissioni e non ha più cariche nello stabilimento che ha anche cambiato nome in Aura.

Tornando al libro “La grande neve”, Baldarelli racconta come con la neve è più difficile muoversi, ma per tutti è come se fosse arrivata una magia.

Restano però alcuni interrogativi. Gli ulivi resisteranno al gelo? E perché la maestra Giovanna manda bacetti ai suoi gatti?

Come mai sono spariti i ceppi di capperi dalle antiche mura del borgo? Come e perché Aziza, Brigida, Fatma, Aldesina, Silvia, la Ale e la Giovanna hanno salvato la “grande madre”?

Perché dalla Pieve dei Santi rimbalza con l’eco dei martiri ogni suono acuto che nasce in paese? Che succede nelle case dei “Sardi” isolate nelle campagne? Come mai nel soffitto del ristorante che guarda il paese ci sono disegnate le onde del mare? Perché Weimer e la famiglia hanno lasciato la loro casa nella zona industriale e sono venuti a vivere al Mulinaccio? Per quale maledetta sfortuna la pioggia fa sprofondare le antiche mura? Infine, tra gli indigeni e gli stranieri, va tutto bene?


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