Economia, Cottarelli: “Meglio dipendere dall’Europa che dai mercati finanziari”

di Redazione | 20 Agosto 2020 @ 11:41 | ATTUALITA'
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Il professor Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, nel corso di un’intervista all’Adnkronos, commenta l’intervento del presidente della Bce, Mario Draghi: “Ha detto le cose giuste che bisognava dire, noi adesso abbiamo la necessità dal punto di vista macroeconomico di fare più deficit e più debito pubblico, però,  nel fare questo, dobbiamo cercare di pensare di lasciare qualcosa anche alle generazioni future”.

“I soldi a pioggia – continua – di per sé non sono sbagliati purché piova nei posti giusti. Nell’immediato c’era l’esigenza di sostenere rapidamente famiglie e imprese, poi però bisognerà stare sempre più attenti anche nei sussidi, altrimenti si va a innaffiare dove non c’è bisogno e in questo senso abbiamo già avuto degli esempi”. 

“In questi mesi abbiamo visto come hanno avuto accesso alla cassa integrazione, tra l’altro molto lenta nell’erogazione effettiva, un quarto di imprese che non hanno avuto un calo di fatturato. Intendiamoci, non è detto che fossero aziende che non ne avevano bisogno, perché potrebbero aver comunque interrotto la produzione e mantenuto il fatturato vendendo le scorte, però forse bisognerebbe andare a vedere un po’ più da vicino queste cose. Poi magari qualche vincolo di reddito a chi riceve i sussidi come i famosi 600 euro, che abbiamo visto che sono stati ricevuti anche da parlamentari che, come dire, non credo ne avessero strettamente bisogno”, aggiunge il professore dell’Università Cattolica di Milano .

Per quanto riguarda il MES, secondo Cottarelli, chi non lo vuole è perché di fatto non si fida dell’Europa da cui già dipendiamo per importi molto più ampi. 

I fondi europei del Recovery found, spiega il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, “ci aiutano rispetto al finanziamento sui mercati. La conseguenza è però che fino al prossimo anno, un 27-28% del debito pubblico sarà detenuto da istituzioni europee, il che ci renderà più dipendenti dalle politiche della Banca centrale europea e forse da condizionamenti politici ma non c’è altro da fare”.

“In questo momento, quindi, cerchiamo per lo meno di spendere bene questi soldi e speriamo che il Paese cresca in modo che il debito possa essere ripagato facilmente”, conclude Cottarelli.


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