E’ morto Sergio Zavoli, maestro del giornalismo televisivo

di Redazione | 05 Agosto 2020 @ 10:28 | ATTUALITA'
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ROMA – E’ morto ieri sera a Roma Sergio Zavoli, maestro del giornalismo televisivo. Aveva 96 anni. Padre di programmi storici come La notte della Repubblica, è stato radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986, autore di inchieste che hanno segnato la storia.

Nato a Ravenna nel 1923, Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico. Il passaggio alla tv nel 1968: Zavoli ideò trasmissioni di grande successo come TV7, AZ, Controcampo; l’anno successivo diventò condirettore del Telegiornale e poi ancora direttore del Gr1 (1976) e presidente della Rai (1980-86). Zavoli è stato anche direttore del Mattino di Napoli (1993-94) e ha firmato come opinionista per varie riviste come Oggi, Epoca, Jesus. Senatore dal 2001 al 2018, nel 2009 è stato eletto presidente della commissione parlamentare per la vigilanza sulla Rai. Ha scritto saggi, come Viaggio intorno all’uomo (1969), Nascita di una dittatura (1973), La notte della Repubblica (1992), legati a sue trasmissioni televisive di successo.

Ha pubblicato anche Dieci anni della nostra vita: 1935-1945 (1960); Altri vent’anni della nostra vita: 1945-65 (1965); Figli del labirinto (1974); Socialista di Dio (1981); Romanza (1987); Di questo passo (1993); Un cauto guardare (1995); Dossier cancro (1999); Il dolore inutile (2002); Diario di un cronista (2002); La questione: eclissi di Dio e della storia (2007). Nel 2011 ha pubblicato il libro autobiografico Il ragazzo che io fui; la sua sterminata produzione ha coinvolto anche la poesia. Tra i programmi televisivi: Viaggio nel sud (1992); Nostra padrona televisione (1994); Credere, non credere (1995), dal quale è stato tratto un volume (1997). Domani ci sarà la camera ardente, probabilmente in Senato, poi sarà tumulato a Rimini.

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“Sergio Zavoli è stato un grande giornalista e scrittore ma per me è stato un grande amico che per 15 anni ho avuto l’onore di avere al mio fianco nella giuria del Premio L’Aquila di poesia, di cui sono presidente. Sergio era un grande uomo e anche un grande poeta. Sedeva accanto a me negli scranni del Senato; per 5 anni ho imparato da lui, maestro di democrazia, giornalismo e maestro di vita. Un uomo eccezionale, vigile, lucido, forte che durante le sedute d’Aula più violente, durante le bagarre, riusciva ad “isolarsi” e a scrivere poesie. Più di una volta mi faceva leggere poesie ed articoli in anteprima. Sento ancora ora l’emozione di questo privilegio. Grazie Sergio per quello che mi hai insegnato, porterò sempre questo ricordo con me”. Così  Stefania Pezzopane ricorda Sergio Zavoli. 

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