E’ la sorellanza bellezza, e tu non puoi farci niente

di Alessio Ludovici | 25 Novembre 2022 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e di genere, oggi. Domani a Roma il corteo nazionale del movimento “Non una di meno”, manifestazione arrivata al sesto anno.Basta guerre sui nostri corpi. Rivoluzione transfemminista” il tema di quest’anno, contro la violenza maschile sulle donne e quella di genere: i dati preoccupano sono in aumento dopo la pandemia.

A Roma, sabato 26 novembre, ci sarà anche il collettivo aquilano FuoriGenere.

Noi l’abbiamo incontrato a Casematte durante la tradizionale riunione settimanale. L’appuntamento romano è di quelli importanti ma, specificano, “al di fuori di ogni retorica perché la violenza è solo la punta di un iceberg di un sistema”. Ci sono giovani e giovanissime, donne ma anche uomini, un collettivo misto: tempo fa poteva sembrare strano, oggi meno. Modalità assembleari e tanto orgoglio per la propria autonomia dai partiti, uno spazio per riconoscersi e confrontarsi, “la sorellanza” la chiamano.

Un fenomeno non solo aquilano ci raccontano, “in tante città con Non una di meno sono nati e nascono continuamente gruppi e collettivi”. E’ la nuova generazione del femminismo italiano, transfemminista e attento alle politiche sociali: ben presto finiamo a discutere di reddito di autodeterminazione o dei costi dei servizi. 

L’associazione è nata all’indomani del tragico stupro di Pizzoli, nel 2012: la punta di quell’iceberg che poi hanno percorso ed esplorato per intero. Allora ci raccontano delle battaglie sulla pillola abortiva, “la Regione Abruzzo è ancora inadempiente. Ad Avezzano il servizio è garantito ma a L’Aquila no” o dei progetti di legge regionale sui “cimiteri dei feti”. O ancora, in tema di aborto, il dato dei medici obiettori: “Siamo all’83% su base regionale”. Ma è difficile avere dati precisi, la trasparenza è ancora poca su certi temi.

Denunciano le difficoltà dei consultori, “la maggiorparte sono privati o cattolici” e la più generale carenza di servizi: “L’Aquila è sotto la media per quanto riguarda gli asili nido”, ma è solo un esempio. Reddito, servizi, vertenze, al di fuori di ogni retorica: “Prima di parlare di procreazione, natalità e assistenza alla maternità – scrivono in una nota in vista della manifestazione – ci si dovrebbe interrogare su problemi che urgentemente andrebbero risolti. Viviamo in un paese in cui i dati sulla disparità retributiva, sulla disoccupazione femminile, sulle molestie e sulle violenze, incluse quelle subite nei luoghi di lavoro, sono allarmanti” Tante le iniziative culturali, anche un blog – “Storie liberate” – per dare voce davvero a chi certi soprusi li ha subiti.

C’è la città che le accoglie, infine. “Non vogliamo essere protette”: il concetto è semplice, non si può approcciare ogni problema cittadino, non ultimo quello della violenza di genere, con logiche securitarie e di ordine pubblico o con le telecamere. Serve una città vera, una comunità matura, chiedono politiche attive e preventive, non solo repressive. Il pensiero corre subito al luogo in cui le troviamo. A Collemaggio il senso di abbandono che circonda Casematte è più forte che mai, l’illuminazione pubblica sembra un lontano ricordo, i fondi per il “Parco della Luna” chissà che fine hanno fatto. Nell’area sono previsti diversi progetti, dalla sede del Conservatorio, al Gssi, forse le scuole del Comune. Oggi la realtà è ben diversa con servizi della Asl ancora nei container, nel 2022. Politiche attive per una città realmente a misura di donna, se le aspettevanno con il Pnrr ad esempio.

Poca fiducia anche nel primo premier donna. Di certo non gli faranno sconti: “Non temiamo questi governi che ci dicono di essere ‘conformi’, silenziose, di occupare meno posto possibile, di non alzare la voce, la musica, che fanno credere che avere un’idea e rivendicarla è qualcosa che non si può più fare. Il maschilismo, il machismo e la violenza ci inducono ad avere terrore di giorno, di sera e di notte, per le strade delle città e per i mari, con la costante preoccupazione di tornare o arrivare vive”. Salutiamo, l’ordine del giorno è ancora lungo. E’ la sorellanza, bellezza. 

 

 

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