E’ ancora pericolosa. Resta al 41 bis a L’Aquila la brigatista Nadia Desdemona Lioce

di Redazione | 06 Agosto 2021, @06:08 | LA LEGGE E LA DIFESA
rimpatriato in romania
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L’AQUILA – Resterà in regime di 41 bis a L’Aquila Nadia Desdemona Lioce condannata all’ergastolo per gli omicidi dell’allora consulente di Massimo d’Antona, nel 1999, e di Marco Biagi, nel 2002 e per la morte dell’agente di polizia Emanuele Petri durante una sparatoria in treno nel 2003.

I legali della Lioce avevano presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma con cui si respingeva il reclamo contro la proroga del 41 bis decisa dal Ministero due anni prima.

La Cassazione ha respinto il ricorso. Il motivo? E’ “attuale e concreta” la possibilità che la Lioce, esponente delle Nuove Br, possa riallacciare legami “con l’ambiente malavitoso” in caso di ammissione ad un regime penitenziario ordinario. Con l’eventuale allentamento dei controlli, la Lioce “sfruttando il prestigio criminale acquisito” potrebbe riallacciare “i rapporti con i militanti in stato di libertà, peraltro riproponendo una condotta già tenuta in passato”. 


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