Draghi rilancia l’abbattimento delle barriere sulla produzione dei vaccini

di Redazione | 07 Maggio 2021, @11:05 | POLITICA
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Aumentare la produzione e la distribuzione di vaccini, nei tempi più rapidi possibili: Mario Draghi pone l’accento sull’obiettivo, in vista del passaggio delicato, anche dal punto di vista geopolitico, che attende i leader europei riuniti al tavolo del social summit di Oporto. Draghi è al suo primo vertice in presenza da presidente del Consiglio italiano. Angela Merkel si collegherà in videoconferenza a quella che avrebbe dovuto essere una due giorni centrata sui temi dell’Europa sociale e del lavoro, ma la scelta del presidente americano Joe Biden di aprire alla sospensione dei brevetti dei vaccini precipita i leader europei in un difficile confronto. Il premier italiano ritiene che si debbano abbattere le barriere alla produzione di un “bene comune globale” ma non cita il tema brevetti. Il nodo ora è come conciliare posizioni come quella di Emmanuel Macron, che sta con Biden, con quella della Cancelliera che fa trapelare i suoi dubbi in nome della proprietà intellettuale. Pragmatismo, questa è la linea che Draghi sceglie di sposare: indica l’obiettivo e la necessità di trovare il modo migliore, senza contrapposizioni, per collaborare affinché ci siano per tutti, nel Mondo, tutte le dosi che servono. L’Italia il 21 maggio ospiterà il Global Health Summit con al centro proprio le strategie per contrastare in futuro le pandemie, a partire dai vaccini. Draghi si è confrontato con Merkel sul tema mercoledì pomeriggio; a Oporto, con i colleghi europei, cercherà una linea comune da portare al tavolo del Wto, dove il tema dei brevetti è in discussione.  

Alla base c’è un ragionamento semplice: se il Covid non lo combatti a livello globale, se lasci che si moltiplichino casi come quelli dell‘India o del Brasile, poi la pandemia rischia di riesplodere, magari con nuove varianti più aggressive. Da Oporto i leader europei si collegheranno con il premier indiano Narendra Modi, che causa pandemia ha annullato la presenza in Portogallo. La convinzione è che la mossa di Biden non lo ponga solo alla testa del fronte progressista nella lotta alle diseguaglianze, ma sia destinata a portare novità in tempi brevi anche in seno al Wto. Il tema Covid balza così di nuovo in cima all’agenda di un vertice che è stato voluto dal premier portoghese, il socialista Antonio Costa, per porre la dimensione sociale al centro del dibattito europeo. Di lavoro parlerà Draghi in un panel venerdì pomeriggio, a partire dall’obiettivo europeo del raggiungimento di almeno il 78% del tasso di occupazione della popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni entro il 2030. L’impatto del Recovery plan italiano proprio sul piano sociale dovrebbe essere uno dei cardini dell’intervento: come gli investimenti e le riforme previste dal Piano di ripresa e resilienza da 191,5 miliardi agiranno sulla riduzione delle tre grandi diseguaglianze del Parse, quella generazionale, quella di genere è quella territoriale. Il sostegno dell’Ue in tal senso, con il Recovery e il suo budget di 672,5 miliardi tra sovvenzioni e prestiti, potrà fornire una spinta del 2% di Pil aggiuntivo e creare 2 milioni di posti di lavoro. È un modello da rinnovare e replicare per il futuro? Questo è il dibattito che terrà banco nei prossimi mesi.


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