Il primo giorno di agosto si è aperto con un’intensa attività per il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, intervenuto in due distinti episodi nel territorio aquilano per garantire assistenza a escursionisti in difficoltà.
Il primo allarme è scattato intorno alle 13 nei pressi del Rifugio Fioretti, in località Val Chiarino, mentre il secondo ha riguardato due escursionisti impegnati lungo l’anello del Monte Etra, partiti da Ovindoli.
Malore in Val Chiarino, 34enne trasportata in ospedale
La Centrale Operativa del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è stata attivata dopo la segnalazione di una escursionista romana di 34 anni colta da un malore con perdita di coscienza nei pressi del Rifugio Fioretti.
Sul posto sono state inviate le squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo. Un tecnico del CNSAS che si trovava già nella zona per attività personale ha raggiunto rapidamente la donna, prestando la prima assistenza in attesa dei soccorsi.
Contestualmente è decollato l’elisoccorso dalla base dell’Aquila con a bordo il tecnico di elisoccorso del CNSAS e l’équipe sanitaria del 118. Dopo la stabilizzazione sul posto, la paziente è stata recuperata e trasferita all’ospedale dell’Aquila per gli accertamenti e le cure necessarie.
Due escursionisti soccorsi sul Monte Etra
Nel pomeriggio il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo è stato nuovamente attivato per due escursionisti romani di 39 anni che, durante il percorso dell’anello del Monte Etra, hanno chiesto aiuto a causa della disidratazione e dell’esaurimento delle scorte d’acqua.
Il Tecnico di Centrale Operativa del CNSAS ha individuato con precisione la loro posizione, mantenendo il contatto telefonico e fornendo indicazioni utili per raggiungere in sicurezza una via di rientro, mentre una squadra di terra si dirigeva verso di loro.
I due escursionisti sono riusciti a riprendere il cammino seguendo le indicazioni ricevute. Raggiunti dai soccorritori lungo il sentiero, sono stati accompagnati fino alla strada dove avevano lasciato l’autovettura. Il personale del Soccorso Alpino ha provveduto alla loro reidratazione e ha verificato che le loro condizioni di salute fossero buone.








