di Maria Cattini – Non sono ancora finite le polemiche riguardanti gli esiti della Legge elettorale approvata lo scorso luglio, che altre sorprese stanno per abbattersi sui candidati neo eletti in Consiglio regionale d’Abruzzo. Questa volta saranno probabilmente i Consiglieri di maggioranza, per la gran parte neo eletti, ad essere colti dall’amara notizia delle recentissime modifiche alle “Disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di Consigliere regionale”, approvate last-minute dal Centrosinistra. Modifiche che, tra le tante novità, hanno introdotto anche una nuova figura, quella del “Consigliere supplente”, destinata ad aprire le porte ad almeno cinque dei consiglieri di centro destra che non ce l’hanno fatta nelle urne.
Ma andiamo con ordine.
La Legge Regionale n.25 del 2018, approvata nel pieno della calura d’agosto, all’art. 4, prevede non poche novità:

da questa legislatura “la carica di Assessore regionale è incompatibile con la funzione di Consigliere regionale. La nomina di un Consigliere regionale alla carica di Assessore regionale ne determina, al momento dell’accettazione della nomina, la sospensione dalle funzioni di Consigliere. Nel caso di sospensione di un Consigliere regionale, il Consiglio regionale, nella prima seduta utile successiva alla comunicazione del provvedimento di nomina ad Assessore regionale, preso atto dell’intervenuta sospensione, ne dispone la sostituzione, affidando la supplenza per l’esercizio delle funzioni di Consigliere. Quando il Consigliere cessa dalla carica di Assessore, il Consiglio regionale, nella prima seduta utile successiva alla comunicazione della cessazione, dispone la revoca della supplenza ed il reintegro nella carica di Consigliere regionale.”

Novità non da poco, destinate a raffreddare la pazza voglia dei neo Consiglieri di aggiudicarsi un assessorato a tutti i costi. Per molti buoni motivi.
Il primo deriva dalla traduzione dal burocratichese del comma 6 dello stesso articolo:

Dall’applicazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale. Agli adempimenti successivi provvede l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, con le risorse disponibili a legislazione vigente, assicurando l’invarianza della spesa.’’

Ovvero, la spesa di funzionamento del Consiglio regionale deve rimanere invariata fin quando le risorse economiche disponibili e le leggi vigenti non permetteranno altrimenti, o si provvederà a fare tagli alle spese del personale per recuperare le risorse necessarie ad aumentare gli stipendi degli Assessori. Un Consigliere regionale che decidesse di andare a ricoprire la carica di Assessore, dovrà accontentarsi solo dell’indennità economica prevista per tale carica (circa 4mila euro), rinunciando a quella di Consigliere (circa 6mila euro+ eventuali altre indennità). In pratica, dei circa 10mila euro mensili che prendevano fino ad oggi gli Assessori regionali, i nuovi dovranno rinunciare a più del 60% dello stipendio.
Ma le brutte sorprese per i neo Assessori non finiranno qui: oltre a rinunciare ai 6 mila euro dell’indennità da consigliere regionale, dovranno rinunciare anche al diritto di voto in Aula, come fino ad oggi valeva solo per gli Assessori esterni. Questo significa, ad esempio, che quando si tratterà di votare le miriade di nomine per la composizione di Enti e Istituti vari, loro non potranno più votare e dovranno delegare il loro voto al “Consigliere supplente”. E qui nasce la terza nota dolente: sarà nominato “Consigliere supplente” il primo candidato non eletto nella lista del Partito del neo Assessore. Il Neo assessore dovrà quindi valutare bene l’opportunità politica di permettere ad un suo concorrente, seppur interno allo stesso partito, di entrare in Consiglio. Scelta non sempre così scontata. Se anche l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale si mettesse al lavoro per cercare di mitigare il danno economico – però con il grosso rischio di esporsi a feroci polemiche sul ritorno dell’innalzamento dei costi della politica – gli aspetti più squisitamente politici potranno difficilmente essere rimossi. A chi dei neo eletti converrà veramente scegliere di andare a fare l’Assessore, guadagnando di meno e prendendosi molte rogne in più di un Consigliere regionale? La storia ci insegna che, ad andare a ricoprire il ruolo di Assessore alla Sanità (per di più semi-commissariata) si devono dire troppi “no” o si rischia la galera. Per non parlare dell’Assessorato all’altrettanto disastrato al Bilancio regionale. Si potrebbe ripiegare su qualche Assessorato minore, tipo alla Cultura o al Turismo. Ma “cui prodest”, se poi vedo dimezzato il valore del biglietto della lotteria appena vinto con le elezioni?
Eppure alcuni di loro saranno costretti a farlo, avendo la Giunta a disposizione solo un posto per l’Assessore esterno. Per questo il neo Presidente Marsilio farebbe bene a mettere subito l’annuncio: AAA Assessore Regionale Cercasi Disperatamente.

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