L’AQUILA – Nelle aree interne anche donare e ricevere sangue può diventare più complicato. Le distanze pesano, i collegamenti non sempre aiutano e nei piccoli centri lo spopolamento finisce per indebolire anche la rete dei donatori. Parte da qui il Donor Weekend 2026, in programma all’Aquila dall’11 al 13 settembre.
La quarta edizione della manifestazione, promossa da Avis Nazionale e organizzata quest’anno con Avis regionale Abruzzo, mette al centro proprio questi territori e il ruolo che il volontariato può avere nel mantenerli vivi. Il titolo scelto è “Aree Interne – dove la solidarietà diventa presidio di comunità”. Dopo Bergamo-Brescia nel 2023, Pesaro nel 2024 e Agrigento nel 2025, il Donor Weekend arriva all’Aquila nell’anno della Capitale italiana della Cultura.
“Abbiamo insistito perché venisse organizzato qui proprio per questo”, spiega Augusto Di Sano, avvocato e presidente dell’Avis comunale dell’Aquila. Ma il punto, aggiunge, va oltre l’occasione simbolica: “Le aree interne sono quelle che risentono maggiormente delle difficoltà legate alle donazioni”.
Il nodo delle aree interne
Per Di Sano il problema parte da condizioni molto concrete. “Ci sono sicuramente le difficoltà nei collegamenti”, osserva. Poi c’è il progressivo svuotamento dei piccoli centri, con una parte della popolazione che si sposta verso le città maggiori. “I piccoli borghi vanno spopolandosi a favore delle realtà più grandi. È necessario intervenire anche su questo”.
La conseguenza riguarda anche il sistema delle donazioni. Dove diminuiscono gli abitanti, diventa più difficile mantenere stabile una base di volontari e donatori. E il confronto con i principali centri urbani rende la differenza ancora più evidente. “Nelle città grandi i problemi legati alla donazione si sentono meno”, spiega Di Sano, citando realtà come Pescara e L’Aquila. “Nelle aree interne invece la situazione è diversa”.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto il numero delle sacche raccolte. Dietro c’è la capacità dei territori di mantenere relazioni, associazioni e servizi anche nei centri più piccoli.
La rete del dono
“L’importanza delle aree interne sta anche nella necessità di creare reti sociali e di solidarietà”, sottolinea Di Sano. È uno dei punti attorno ai quali Avis ha costruito questa edizione del Donor Weekend. L’idea è che una rete di donatori possa diventare anche una presenza stabile dentro le comunità, soprattutto dove servizi sanitari e strutture associative sono più difficili da mantenere.
Il concetto di “presidio di comunità” nasce proprio da qui. La raccolta del sangue resta naturalmente l’obiettivo principale, ma la presenza delle associazioni sul territorio può avere una funzione più ampia: mantenere contatti, intercettare bisogni, creare partecipazione.
In Italia le aree interne comprendono oltre 4 mila Comuni e interessano una parte molto estesa del territorio nazionale. Sono luoghi nei quali la distanza dai principali poli di servizi incide sulla vita quotidiana e, inevitabilmente, anche sull’organizzazione della sanità.
Di Sano richiama anche il ruolo che possono avere le strutture di prossimità. “È importante creare reti sociali e di solidarietà, anche per rafforzare le case di comunità”, spiega.
Il convegno all’Emiciclo
Il momento centrale del Donor Weekend sarà il convegno nazionale in programma sabato 12 settembre a Palazzo dell’Emiciclo. “Il convegno sarà proprio dedicato alle aree interne”, anticipa Di Sano. Al centro ci saranno il futuro di questi territori, la medicina trasfusionale di prossimità e il ruolo del Terzo settore.
Tra gli interventi previsti ci sono quelli di Oscar Bianchi, Pasquale Colamartino, Rossano Pazzagli, Carlo D’Angelo, Filippo Tantillo, Alessandra Faggian, Daniela Di Stefano, Chiara Tommasini e Leonardo Becchetti.
Una parte dei lavori sarà dedicata alle esperienze maturate nelle diverse regioni e alle possibili forme di collaborazione tra associazioni, strutture sanitarie e istituzioni locali. A conclusione verrà presentato anche uno studio multicentrico sulle reti territoriali del dono e sulla medicina trasfusionale come infrastruttura sociale nelle aree interne, con Pasquale Colamartino e Donata Forioso.
L’apertura a palazzo Margherita
Il Donor Weekend prenderà il via venerdì 11 settembre alle 16 a Palazzo Margherita. “Prevista la presenza dei vertici regionali Avis, al tavolo insieme al sindaco dell’Aquila”, anticipa Di Sano. Dopo la cerimonia inaugurale è prevista una visita guidata al Castello Cinquecentesco e al Museo nazionale d’Abruzzo.
La scelta dell’Aquila, ribadisce il presidente dell’Avis comunale, è stata voluta anche per legare l’appuntamento nazionale all’anno della Capitale italiana della Cultura. “Il Donor Weekend viene organizzato ogni anno in una città diversa. Abbiamo voluto dare questa possibilità all’Aquila proprio perché è Capitale italiana della Cultura e abbiamo insistito per averlo qui”, racconta Di Sano.
Appuntamenti del weekend
Sabato, dopo il convegno, alle 17 all’Emiciclo sarà premiato il contest grafico “Il dono che unisce i territori”, promosso da Avis regionale Abruzzo con la Scuola internazionale di Comics. In serata, alle 21, il Teatro San Filippo ospiterà il concerto della Consaq Big Band del Conservatorio “Alfredo Casella”, diretta da Massimiliano Caporale.
Domenica 13 settembre il programma si sposterà anche nelle strade del centro storico con una gara di orienteering urbano. La partenza è prevista alle 9 dall’area dell’Auditorium del Parco. A mezzogiorno, alla Villa comunale, la premiazione e la cerimonia conclusiva.
Il filo che tiene insieme il programma resta però quello indicato da Di Sano: la donazione come parte di una rete più ampia, soprattutto nei territori che rischiano maggiormente di perdere popolazione e servizi.








