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Donne vittime di violenza: arriva l’assegno da 6 mila euro

convegno contrasto violenza sulle donne
Il reddito di libertà, il contributo dedicato alle donne che vivono situazioni di violenza e disagio economico, è stato rifinanziato e portato a 500 euro al mese per un anno

Il reddito di libertà, il contributo dedicato alle donne che vivono situazioni di violenza e disagio economico, è stato rifinanziato e portato a 500 euro al mese per un anno, per un totale di 6.000 euro esentasse.

Un sostegno pensato per coprire spese fondamentali come l’affitto, l’autonomia personale, l’istruzione dei figli. La misura, inizialmente fissata a 400 euro mensili (5.000 euro complessivi), è stata quindi ampliata.

Per accedere al contributo, sono richiesti alcuni requisiti: cittadinanza italiana o, per chi proviene da Paesi terzi, un permesso di soggiorno regolare; residenza in Italia; inserimento in un percorso certificato di sostegno da parte dei centri antiviolenza e dei servizi sociali comunali.

Nel dettaglio, occorre:

  1. Una dichiarazione del centro antiviolenza che confermi il percorso verso l’autonomia già avviato dalla richiedente;
  2. Un’attestazione del servizio sociale comunale sullo stato di bisogno legato alla situazione della persona.

La richiesta si presenta al Comune utilizzando un modulo specifico dell’Inps. Il Comune verifica i dati anagrafici e li trasmette tramite una piattaforma digitale all’Inps. L’ente nazionale, dopo le verifiche, dà l’autorizzazione all’erogazione, a patto che siano presenti due documenti fondamentali:

  • L’attestazione del centro antiviolenza sull’inserimento in un percorso di emancipazione;
  • La dichiarazione dell’assistente sociale sul bisogno economico della richiedente.

Il contributo viene poi versato tramite bonifico, libretto postale o carta prepagata. È compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito come Naspi, assegno di inclusione, cassa integrazione.