Donne, ma quali pari opportunità: 8 manager su 10 in Italia sono uomini

Secondo 'European women on boards' a comandare in azienda sono i maschi. Abruzzo in fondo alla classifica del 'Rapporto donne manager'

di Redazione | 07 Marzo 2022 @ 09:11 | ATTUALITA'
GENDER GAP DONNE
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L’AQUILA – Nelle aziende italiane otto manager su 10 sono uomini. In Italia il gender gap è una pianta che infesta ogni ambito sociale ed economico radicata e lontanissima dall’essere estirpata e annientata. A riproporre il focus su una questione sostanzialmente intatta da sempre in Italia, alla vigilia della ‘Giornata internazionale della donna’Poste L’Aquila, una cartolina filatelica per la festa della donna è il Corriere della Sera, che ricorda i risultati dell’analisi di European women on boards. In sintesi, in tutto il Paese, anche nell’ ‘evoluto’ Nord, a comandare in aziende sono sempre (o quasi) gli uomini.

L’edizione torinese del Corriere evidenzia proprio come nel “cuore produttivo del Nord Italia”, il Piemonte, ad esempio, “la bilancia della parità di genere pende vertiginosamente da una parte: su circa 10mila dirigenti, soltanto 1.557 sono donne; su 50mila quadri il rapporto uomo-donna è di sette dirigenti ogni tre”. Il quotiodiano sottolinea anche come “a dieci anni dalla legge Golfo-Mosca, che ha istituito le quote rosa nei Cda, poco o niente è cambiato” e che l’economia “si declina ancora oggi quasi tutta al maschile”. Aumenta la presenza femminile nei consigli di amministrazione, “ma nella stanza dei bottoni, ai vertici delle società, nelle aree business e delle strategie, c’è sempre e solo «lui»”.

Impietoso anche il quadro che emerge dall’elaborazione dei dati Inps 2020 nel “Rapporto donne manager Italia“:  in Abruzzo soltanto l’11,4% del totale dei dirigenti è donna, percentuale al di sotto della media nazionale che è superiore al 19%.

Non solo. E’ il Sole 24 Ore che all’inizio dell’anno aveva ribadito la distanza siderale anche dal punto di vista dei guadagni e del posizionemanto nel mercato del lavoro tra donne e uomini, riportando il primo rapporto tematico di genere realizzato da AlmaLaurea: le donne studiano di più, si laureano prima e meglio, sfruttano meglio le esperienze all’estero e i tirocini, ma fanno più fatica a trovare un lavoro rispetto ai loro colleghi e guadagnano in media il 20% in meno. E con il Covid-19 la forbice è addirittura cresciuta”. L’indagine di Almalaurea ha interessato 291.000 laureati del 2020, e 655.000 laureati del 2019, 2017 e 2015, intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.


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