Donna querela datore di lavoro per mobbing

di Michela Santoro | 02 Dicembre 2023 @ 05:00 | CRONACA
datore di lavoro
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L’AQUILA – Donna querela datore di lavoro – “Ti prendo a calci nel xxlo e ti mando l’ordine di servizio!” In questi termini si sarebbe rivolto ad alcune dipendenti un datore di lavoro aquilano impegnato nella ricostruzione. 

Una in particolare, riferisce l’ avv. Maria Antonietta Labianca, Presidente dell’associazione ‘La forza delle donne’ , “esasperata dalla reiterata aggressività verbale del datore di lavoro e costretta a mansioni superiori e diverse rispetto alle contrattuali, per le quali non vi sarebbe mai stato adeguamento salariale”, ha sporto querela per mobbing e diffamazione, presso la Procura della Repubblica dell’Aquila.

La dipendente sarebbe stata vittima di diffamazione attraverso una e-mail inviata in copia conoscenza a molti destinatari perché, a detta del datore di lavoro, non avrebbe svolto correttamente le attività richiestele; secondo l’avvocato, che ha seguito la vicenda sin dall’inizio, “la dipendente le avrebbe svolte sempre con estrema competenza ed efficienza,  nonostante non fossero afferenti alla mansione per la quale era stata assunta, sobbarcandosi anche compiti nettamente superiori”.

La donna, “proprio a seguito dell’ennesima condotta violenta da parte del datore di lavoro” – riferisce ancora l’avvocato – “avvertiva un malore che la costringeva a richiedere un periodo di malattia; tale circostanza, sebbene a conoscenza dell’uomo, non lo esimeva dall’inviarle una missiva che la offendeva dal punto di vista personale e professionale”.

Durante la malattia il datore di lavoro avrebbe diffidato la donna a rientrare in ufficio per ottemperare a quanto richiesto con l’ordine di servizio, salvo poi licenziarla, durante il periodo di malattia, intimandole di consegnare immediatamente le chiavi dell’ufficio. 

Il difficile rapporto di lavoro ha costretto la dipendente a rivolgersi ad una psicologa oltre che ad un avvocato.

Al momento, la donna , dice sempre l’avvocato, non avrebbe ancora ricevuto in toto il trattamento di fine rapporto e le differenze retributive. 


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