Donazione della Rocca abbaziale di Subiaco: Italia super potenza culturale

di Fausto D’Addario | 01 Dicembre 2022 @ 06:16 | CULTURA
rocca abbaziale subiaco
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SUBIACO (RM) – “Sono convinto che l’Italia sia una superpotenza culturale e che attraverso il recupero dei nostri beni artistici e il rilancio delle bellezze museali di cui disponiamo si possa realizzare anche un’operazione economica a vantaggio del Paese”

Lo ha detto l’on. Sangiuliano, ministro della Cultura, intervenendo ieri alla cerimonia di donazione della Rocca Abbaziale di Subiaco, alla presenza della comunità monastica e delle autorità, tra cui i ministri Santanchè e Lollobrigida.

Il castello, eretto per volontà dell’abate Giovanni V intorno all’XI secolo, fu dimora di esponenti di prestigiose famiglie della nobiltà romana, come i Borgia – qui videro i natali Cesare e Lucrezia Borgia – e i Colonna. In seguito il maniero rinascimentale passò al cardinale Giovannangelo Braschi, futuro papa Pio VI, che trasformò la struttura in un palazzo di rappresentanza, arricchendola di opere d’arte e affreschi. Dopo alterne vicende, segnate da momenti di decadenza e di ripresa, si arriva a un punto di svolta, quando il 5 agosto 2022 il Consiglio del comune di Subiaco ha accetto ufficialmente e all’unanimità la generosa donazione della Rocca da parte dei monaci.

Subiaco nei secoli fu “oasi di irradiamento del pensiero cristiano, ma anche italiano”, ha proseguito il Ministro: “grazie all’attività dei monaci la cultura greca e latina, la filosofia e il diritto furono tramandati alle generazioni a venire”; inoltre il monastero di Santa Scolastica ebbe l’onore di ospitare la più antica tipografia d’Italia. Citando la Canzone all’Italia di Giacomo Leopardi, Sangiuliano ha evidenziato come “l’Italia sia soprattuto i suoi luoghi. C’è una totale unità tra la nozione di patria e i luoghi e le testimonianze della patria”.
Fondamentale in questo senso il recupero dei beni artistici: “con la cultura si mangia e si mangia anche bene, creando occupazione, PIL e sviluppo”. Questi monumenti hanno “una valenza spirituale, morale, culturale, ma anche di tipo economico”.

Con un finanziamento di quasi due milioni di euro da parte del Ministero della Cultura si potrà così avviare il progetto di consolidamento di tutto il sistema di copertura della Rocca abbaziale e lo studio della vulnerabilità sismica del complesso.

La Rocca è uno dei luoghi identitari e parte essenziale del patrimonio culturale della città di Subiaco, ha detto nei suoi saluti il P. Abate Dom Mauro Meacci, fra i protagonisti della donazione.

“Questa convenzione è il compimento dei desideri e delle attese di tante persone del territorio e dell popolazione”, territorio che è stato “culla dell’ordine benedettino e noto per la grande bellezza naturalistica”. Il P. Abate ha definito la Rocca come “il simbolo del matrimonio fra la città di Subiaco e la comunità monastica”, esprimendo l’auspicio che “intorno a queste realizzazioni sia possibile costruire relazioni positive con i comuni che la storia ha legato ai destini di questa città e di questo monumento”.

A causa di alcuni crolli nella struttura il sindaco della città di Subiaco, Domenico Petrini – anche lui protagonista dell’evento – aveva preso la sofferta decisione di chiudere il complesso, sottolineando al contempo l’urgenza di salvaguardare l’integrità e la valorizzazione di questo patrimonio cittadino e nazionale.

“Amministrare la città significa salvaguardarne l’identità”, perché la Rocca “non è solo un monumento che si custodisce, ma è testimone di ciò che è stata la città. Perderla sarebbe stato cancellare un patrimonio nazionale”. In un territorio segnato dall’impronta di Benedetto, patrono d’Europa, la donazione “giunge come un gesto di amore da parte della comunità benedettina”, in quanto “l’animus della donazione sta nel tramandare”, come i benedettini hanno protetto e tramandato la cultura occidentale. Nei prossimi giorni – ha concluso il sindaco – la Rocca sarà già aperta al turismo, in quanto il progetto di restauro non comprometterà la funzione del sito.

Lavori che prenderanno avvio grazie all’impegno assuntosi in prima persona dall’on. Santanchè, Ministro del Turismo, che ha stanziato i primi 3 milioni per il recupero del monumento.

“È importante ricordarsi da dove si viene”, così Santanchè nel suo intervento. Subiaco rientra nel circuito del turismo dei borghi, che in Italia sono più di 5600, “nei quali si produce il 93% delle eccellenze enogastronomiche del nostro paese”. In Italia il turismo religioso è in costante crescita: “un turista su cinque – e si parla di numero altissimi – è alla ricerca di percorsi religiosi per crescere nel suo cammino di fede”. I lavori della Rocca porteranno ad un aumento dell’offerta del turismo religioso locale, anche attraverso la creazione di un polo museale che coinvolgerà l’intera città di Subiaco.

“Donare per conservare”, con queste parole l’on. Ministro Lollobrigida ha riassunto lo spirito della giornata, ricordando l’intervento del presidente Giorgia Meloni sull’eredità culturale e spirituale dei monaci benedettini.

“Possiamo essere una super potenza puntando sulla qualità dell’offerta culturale ed enogastronomica, che non sono delocalizzabili. Non si possono spostare rocche, monasteri e caratterizzazioni emigrastronomiche che offriamo al mondo. È la ricchezza della differenza che dobbiamo conservare”.

La cerimonia si è conclusa con la lettura pubblica dell’atto di donazione della Rocca alla città di Subiaco e le firme del P. Abate Mauro Meacci, del sindaco di Subiaco Domenico Petrini e dei ministri Sangiuliano, Santanchè e Lollobrigida.


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