Donato a papa Francesco un manoscritto su S. Bernardino da Siena

di don Daniele Pinton | 14 Maggio 2021 @ 08:05 | ATTUALITA'
bernardino da siena
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Donato a Papa Francesco  ora alla Biblioteca Apostolica Vaticana, un manoscritto sulle prediche e testimonianze della devozione per il nome di Gesù,  del santo francescano e senese Bernardino, che ha percorso l’Italia centro-settentrionale, e in particolare modo a Siena, Ferrara, Pavia, Mantova, Milano, Roma, Genova, Padova, Bologna, L’Aquila, Perugia, destando molto interesse e attenzione, nelle folle che si raccoglievano per ascoltare i suoi appassionati inviti alla conversione e alla pacificazione.

I Discorsi e le omelie di Bernardino da Siena, saranno ancora motivo di studio e di ricerca, infatti, un codice cartaceo di più di 440 pagine, scritto non molto dopo il 1423 in una minuta grafia semigotica con occasionali elementi in inchiostro rosso (iniziali e rubriche), sinora sconosciuto, è stato donato a Papa Francesco il 29 aprile 2021  dalla Fondazione ‘Gaudium Magnum – Maria e Joao Cortez de Lobao’.

Questo prezioso e raro manoscritto del XV secolo, che contiene le prediche del santo frate Bernardino da Siena, entra ora nella Biblioteca Apostolica Vaticana per esservi custodito, consultato e studiato, e si troverà accanto ai manoscritti ‘di mano’ di san Bernardino, che fanno della Biblioteca Vaticana, insieme alle biblioteche di Siena, il luogo di conservazione più ricco dei suoi autografi.

Dagli studi sulle fonti bernardiniane, una raccolta simile, a oggi, è tramandata solo da altri tre esemplari, conservati alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, alla Biblioteca Ambrosiana di Milano e alla Biblioteca Comunale di Assisi.

A porgere il dono al Santo Padre, erano presenti i coniugi Maria e João Cortez de Lobão, con la loro numerosa famiglia di figli e nipoti, insieme al cardinale José Tolentino de Mendonça.

San Bernardino da Siena nacque nel 1380, e già in giovane età decise di vestire il saio della Compagnia dei Battuti della Beata Vergine, presso l’ospedale della Madonna della Scala di Siena, e durante l’infuriare dell’epidemia di pestilenza che colpì la città nel 1400, per quattro mesi curò con alcuni compagni i colpiti dalla malattia. Nel 1411 poi, di nuovo a Siena, si ammalò egli stesso di peste, uscendone guarito dopo aver affrontando la malattia con serena fermezza.

San Bernardino si distinse soprattutto per la sua attività da predicatore in tutta l’Italia settentrionale. A lui, peraltro, si deve il Cristogramma JHS, entrato nell’uso iconografico più comune e divenuto col tempo familiare alla gente. Di lui si ricorda anche la disponibilità a incarichi di responsabilità nel suo Ordine, ma è opportuno tornare alla sua predicazione, che egli sentiva come sua vocazione e suo dovere inderogabile: una predicazione concreta e semplice, accorta e incisiva. San Bernardino, chiamato a L’Aquila per esortare alla pace una Città dilaniata dalle contese e dalle lotte fra famiglie, morì proprio in quella Città nel 1444, compiendo il suo ultimo ‘atto’ di predicazione della misericordia di Dio e della pace, frutto della conversione sincera, con il ‘miracolo del sangue’, che portò a impedire la condanna a morte di un cittadino aquilano.


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