La festa ‘patronale’ per la parrocchia di S. Marco Evangelista

di don Daniele Pinton | 24 Aprile 2022 @ 10:58 | CREDERE OGGI
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L’AQUILA – la festa ‘patronale’ per la parrocchia di S. Marco Evangelista come occasione di incontro di una comunità dispersa.

Nella giornata di domani, lunedì 25 aprile ricorre la festa liturgica di San Marco Evangelista, patrono dell’omonima parrocchia aquilana, come noto, ora traslata nella chiesa di S. Maria del Suffragio, a causa della grave inagibilità della antica chiesa intitolata al santo divulgatore della vita di Gesù attraverso il suo Vangelo.

Nella giornata le solenni celebrazioni in onore di san Marco Evangelista saranno al Suffragio, in mattinata alle ore 10,00 e alle 11,30 e nel pomeriggio alle 18.

L’occasione sarà motivo di incontro e di comunione nella preghiera fra quanti hanno iniziato a riabitare il territorio della parrocchia e quanti, ancora lontani, sperano di tornare al più presto.

L’appuntamento annuale, per la festa del patrono, apre la sofferta riflessione, su una delle più antiche Chiese aquilane, che gravemente danneggiata dal sisma del 2009 e da quello del 2016, pur avendo iniziato il consolidamento e restauro del complesso parrocchiale e della zona absidale della Chiesa, ancora non ha una definizione di tempistiche per il consolidamento e restauro della navata e della facciata, i cui campanili, sono in stato di pericolo di crollo.

La chiesa di San Marco, è stata edificata tra il XIII e il XIV secolo, sull’omonima piazza San Marco, di cui condivide lo spazio con la chiesa di Sant’Agostino, e si trova in prossimità anche della chiesa delle Anime Sante. Nel 1902 è stata dichiarata monumento nazionaleÈ rimasta gravemente danneggiata dal terremoto del 2009 ed è attualmente è inagibile. La chiesa di San Marco fu rifatta dopo il terremoto del 1461, in forme rinascimentali. Ugualmente ricostruita ampiamente, in forme tardobarocche, dopo il terremoto del 1703, la chiesa è in fase di restauro dopo l’ultimo sisma del 2009, ma i lavori sono iniziati solo per la zona absidale e per il complesso monumentale retrostante la Chiesa. La chiesa ha pianta rettangolare a navata unica, di cui la facciata rimane la parte originale, caratterizzata da muratura in pietra bianca e portale trilobato con lunetta trecentesca affrescata. Come anche le chiese di San Flaviano della Torre e Santa Maria di Roio, è probabile che la chiesa fosse stata ricostruita dopo il 1703 in forme più ridotte, vista la sproporzione del portale maggiore con il resto della facciata, che sembra essere contratta tra i due campanili turriti gemelli, realizzati nel 1750 con eleganti decorazioni fitomorfe presso gli archi di ciascun lato. Sopra il portale, vi è un piccolo finestrone in asse.

 


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