Disavanzo del Servizio Sanitario Regionale. Le Organizzazioni Sindacali chiedono un incontro tra le istituzioni

di Redazione | 17 Giugno 2024 @ 11:42 | SANITA'
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L’AQUILA – In merito al disavanzo del Servizio Sanitario Regionale, le Organizzazioni Sindacali chiedono un incontro urgente tra le istituzioni. Si riporta il comunicato:

“Le scriventi Organizzazioni Sindacali si vedono costrette, loro malgrado, a doversi rivolgere pubblicamente alle SS.LL. al fine di sollecitare e ribadire la necessità di un incontro urgente tra le Istituzioni e le parti sociali per affrontare quanto disposto dalla Legge regionale n. 9 del 23 maggio 2024, in merito alla copertura del disavanzo del Servizio Sanitario Regionale, risultante al quarto trimestre 2023, ed in particolare a quanto previsto dall’art. 2 della stessa ove si evidenzia l’obbligo, da parte delle delle ASL, ad intervenire per predisporre, entro 30 gg, un piano di razionalizzazione delle risorse disponibili e la sostenibilità dei servizi sanitari offerti.

            Queste Organizzazioni sindacali, per la verità, già in data 30 maggio u.s. avevano avanzato formale ed urgente richiesta in tal senso che però, a tutt’oggi, è rimasta priva di qualsivoglia cenno di riscontro come spesso accade quando le parti sociali chiedono l’avvio di un confronto sui temi della Sanità con la Direzione Generale della ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila e con il Sindaco dell’Aquila, Presidente del Comitato ristretto dei Sindaci al quale sono almeno 3 anni che chiediamo audizione presso il Comitato dallo stesso presieduto, senza ricevere riscontro alcuno.

            Le altre ASL abruzzesi, stimolate al confronto, non si sono sottratte allo stesso come avviene in Provincia dell’Aquila, ma, al contrario, hanno convocato anche le parti sociali per discutere il fondamentale e delicato tema della Salute pubblica.

            Dobbiamo quindi necessariamente iniziare ad affrontare la questione relativa al disavanzo della ASL 1, pari ad oltre 46 milioni di euro, per comprendere, attraverso una analisi del bilancio, cosa ha generato una tale consistente passività nonostante una continua e sistematica contrazione dei servizi nel territorio provinciale.

            È di tutta evidenza l’incidenza sul disavanzo di bilancio del saldo della mobilità passiva, pari ad oltre 24 milioni di euro nel 2023, mentre, nel 2019, la ASL aveva chiuso con un saldo positivo della mobilità, di circa 4 milioni di euro.

            Infatti, nel 2023, è stato raggiunto il record negativo per la mobilità passiva, pari a circa 77 milioni di euro, il che evidenzia un continuo e sistematico esodo delle cittadine e cittadini verso sistemi sanitari più attrattivi della ASL 1 Abruzzo; ciò è confermato anche dal valore di mobilità attiva raggiunta nel 2023, segnando il valore più basso dal 2019, pari a 52 milioni di euro.

            Ulteriore grave situazione che si riscontra all’interno della ASL 1 Abruzzo, è il tema delle liste di attesa, infatti per una ecografia addome completo, nell’area Peligno Sangrina, occorrono 328 giorni, per l’Ospedale dell’Aquila, 289 giorni; per un elettrocardiogramma dinamico Holter, per l’Ospedale dell’Aquila occorrono 235 giorni; TAC addome completo area l’Aquila, 327 giorni, area Peligna, 223 giorni; colonscopia totale con endoscopio flessibile, area L’Aquila 587 giorni; mammografia, prima data disponibile area Marsica gennaio 2025, area L’Aquila e area Peligno Sangrina febbraio 2025; gastroscopia L’Aquila aprile 2025, Marsica febbraio 2025, area Peligno Sangrina tutto pieno per il 2025; RMN encefalo, area L’Aquila 340 giorni, Area Peligno Sangrina 186, mentre per una visita dermatologica, area L’Aquila 235 giorni, area Marsica 284 giorni. In generale per le colonscopie i tempi di attesa risultano per l’aera L’Aquila gennaio 2026, area Avezzano maggio 2025, area Sulmona novembre 2025.

            Questi rappresentano solo alcuni esempi di come è peggiorata la situazione delle liste di attesa nella nostra Provincia a discapito del sistema di Prevenzione che dovrebbe, invece, essere garantito in tempi brevissimi.

            Tale situazione non può che derivare anche da una cronica carenza di personale che, come denunciato più volte, è assolutamente insufficiente a garantire i servizi pubblici sanitari nel rispetto delle vigenti normative in tema di orario di lavoro.

            Infatti, lo stesso personale, è costretto, a causa dell’esiguo numero a disposizione, ad effettuare orari straordinari in programmazione e a saltare, continuamente, i riposi dovuti per il recupero psicofisico, condizione questa ulteriormente aggravata in concomitanza con il periodo estivo che in alcuni casi impedisce la fruizione delle ferie ordinarie e, in altri, comporta l’accorpamento di alcuni reparti e servizi, con la grave conseguenza di una ulteriore contrazione dei servizi dedicati alle persone.

            Le lunghe liste di attesa non rispondono, quindi, alle esigenze di salute di cittadine e cittadini e l’assenza e/o la scarsità di servizi sanitari e di personale stanno portando migliaia di persone a curarsi fuori provincia, o addirittura fuori regione, con il ricorso sempre più frequente anche alla sanità privata e l’insorgenza di un’ulteriore disuguaglianza tra chi può permettersi le cure e chi no.

            A tutto ciò si aggiunga la denuncia, ormai quotidiana, della scarsità di materiale e presidi sanitari e di farmaci all’interno dei reparti e dei servizi; infatti, continue sono le segnalazioni di mancanza di guanti sterili, sacche, tappi per catetere, aghi, garze, cotone, ecc. ecc.; addirittura ai pazienti ricoverati, viene chiesto di auto munirsi dei farmaci utilizzati.

            Le scriventi, quindi, fanno presente che, i piani di razionalizzazione non potranno e non dovranno prevedere tagli al personale (già di per se carente), blocco dei processi di stabilizzazione o riduzione di lavoratrici e lavoratori delle aziende in appalto di servizi e complementari, in quanto andrebbero ulteriormente ad aggravare una condizione lavorativa di per sé già molto complessa e complicata a partire dagli elevati carichi di lavoro, che rischiano di impattare su una corretta e puntuale assistenza.

            È opportuno ricordare che ulteriori tagli ai servizi sanitari con ricadute dirette su cittadine e cittadini, già fortemente penalizzati, non sarebbe sostenibile per tutta la comunità, che ha il diritto di ricevere le cure senza ulteriori aggravi a suo carico, ivi compreso il mancato abbattimento delle liste di attesa.

            Questo territorio ha la necessità di investimenti condivisi, di una programmazione che parta dai bisogni sanitari insoddisfatti e che veda tornare ad essere punto di riferimento per la prevenzione e per la cura, il sistema sanitario pubblico, riconfermandone i principi di universalità, equità e gratuità.

            Solo attraverso questo cambiamento eviteremo il costante spopolamento e l’impoverimento del nostro territorio”. Così Il Segretario Generale CGIL L’Aquila Francesco Marrelli e il Segretario Generale FP CGIL L’Aquila Anthony Pasqualone.


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