Disabilità, L’Aquila tra buoni propositi, false partenze e obiettivi futuri

di Alessio Ludovici | 04 Dicembre 2020, @06:12 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Qualche problema ieri nella prima giornata di screening c’è stato, lo hanno denunciato molti disabili e le loro associazioni. Le buone intenzioni non erano neanche mancate stavolta in città, due gli incontri con le associazioni per preparare al meglio l’accoglienza di questa parte popolazione, sembrava un segnale positivo. Qualcosa però è andato storto, qualche linea di comunicazione nella filiera organizzativa si è interrotta e alcuni drive through che, in teoria, dovevano essere dedicati ai disabili non erano pronti quando dovevano. I disagi non sono mancati, “per l’ennesima volta – ha scritto Antonio Rotondi dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – progetti ammirevoli vengono vanificati dalla disorganizzazione”. 

Ieri era anche la Giornata internazionale delle persone con disabilità e l’attenzione rivolta allo screening sembrava premettere qualcosa di meglio, ma così non è stato, non mancheranno certo le occasioni per migliorare.

L’attenzione delle istituzioni alle disabilità è infatti tematica sempre più pressante, le politiche di inclusione sociale migliorano la vita di tutti del resto, non solo quella dei disabili.

Ma quanto spendono i Comuni in merito?

Se lo è chiesto anche Openpolis, che in un suo rapporto ha fatto il punto sul contributi degli enti locali nelle politiche di inclusione sociale. Quest’ultime, ricorda il report, vanno dalla rimozione delle barriere architettoniche nelle città all’adeguamento del trasporto pubblico, all’assistenza fino ai provvedimenti che facilitano l’inserimento lavorativo, sociale. Una tematica ancora più importante dove la popolazione è più anziana, non a caso in regioni come la Sardegna o l’Abruzzo, l’incidenza di queste interventi sul totale della spesa sociale è molto superiore rispetto ad altre regioni. L’Abruzzo è addirittura secondo, con quasi il 40% di incidenza. Il dato è un po’ sporco perché ci sono spese e servizi che si rivolgono a più utenze ma che comunque incidono sulla vita dei disabili, è comunque indicativo. Il Comune che spende di più, al 2017 dati Istat, in Italia è Trento, con circa 120 euro di spesa procapite. L’Aquila è a 19 euro di spesa procapite per ogni cittadino, nella media con grandi città come Bologna, la migliore tra le città abruzzesi. Ma certamente c’è da fare di più. L’Aquila, ha ricordato l’assessore Daniele in vista della Giornata Internazionale delle persone con disabilità, “è stata tra le prime città a dotarsi di un disability manager“. Nel corso del 2020 sono stati poi approvati una serie di accordi, con scuole e università, per incentivare il tema della progettazione universale. Anche nella progettazione della nuova mobilità si sta facendo più attenzione al tema. Lo strumento che dovrebbe armonizzare tutto, però, è il P.e.b.a., il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il cui iter di realizzazione avrebbe bisogno di un’accelerata, non solo per rispondere alle esigenze dei disabili, ma  anche per far si che la cultura dell’accessibilità diventi patrimonio di tutta la comunità.

Una cultura che evidentemente ancora non c’è se, nonostante le riunioni, non si è riusciti ad assicurare fino in fondo ciò che pure ci si era ripromessi per la prima giornata di screening. 

 


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