Disabili delle case famiglia aquilane trasferiti a Navelli? Preoccupate le associazioni

"Così si azzerano relazioni e percorsi di inserimento costruiti negli anni"

di Redazione | 21 Ottobre 2021, @10:10 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Con crescente preoccupazione accogliamo le notizie che si rincorrono in questi giorni in merito al possibile trasferimento degli ospiti della “Comunità socio riabilitativa familiare per disabili intellettivi” (cosiddetta “Casa Famiglia”) dai 2 appartamenti del Rotilio Center (località Pettino) a locali siti nel Comune di Navelli.” Lo scrivono in una nota la Comunità 24 Luglio – handicappati e non, l’Odv Associazione 180amici L’Aquila, l’Associazione Abitare Insieme, il Coordinamento associazioni disabili L’Aquila, Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, Aipd sezione L’Aquila, e l’Aptdh.

Si tratta delle strutture a gestione Asl che ospitavano i disabili in due appartamenti a Pettino. Alcuni ragazzi sono già stati trasferiti altrove, per gli altri sembra profilarsi un trasferimento a Navelli. Una decisione che metterebbe in difficoltà i ragazzi che, ad esempio, frequentano i centri diurni del capoluogo nonché le associazioni che li assistono e li accompagnano quotidianamente. Le associazioni chiedono un incontro alle istituzioni per cercare una soluzione più idonea. 

“Una decisione presa, a quanto risulta, – proseguono le associazioni – a seguito di un controllo dei Nas che aveva evidenziato l’inadeguatezza dei locali del Rotilio Center. Parliamo di voci, perché né gli ospiti, né tantomeno i familiari o le persone congiunte hanno ad oggi una comunicazione da parte della ASL 1 della nuova sistemazione. Il trasferimento sembra tuttavia certo.”

“Riteniamo la scelta della ASL 1 profondamente sbagliata. Occorre ricordare – si spiega nella nota – che gli ospiti della Comunità, che peraltro sono già stati trasferiti tre anni fa da due strutture collocate a San Demetrio ne’ Vestini e a Pianola, non sono pacchi postali spostabili a piacimento a seconda di necessità amministrative o di bilancio. Sono persone, che come tutti, hanno famiglia, affetti, amicizie: frequentano i centri diurni della città ed hanno instaurato relazioni durature negli anni.”

“Un trasferimento a Navelli significherebbe cancellare parte delle loro vite azzerando tutti i percorsi di inserimento, socializzazione e relazione faticosamente costruiti.”

“È peraltro del tutto singolare che per trovare una sistemazione si debba arrivare fino a Navelli, quando la città dell’Aquila, forse mai come ora, letteralmente abbonda di immobili non occupati. Abbiamo chiesto un incontro alla dirigenza della ASL 1, ma ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro. Ribadiamo la necessità, – concludono – come già chiesto ai settori competenti, di un confronto tra comune, ASL 1 e tutti gli interessati, per trovare una soluzione idonea che abbia al centro i bisogni, le necessità ed il rispetto degli ospiti della casa famiglia.”

 


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