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Diplomazia, memoria e arte protagoniste a Villa Abamelek con gli ambasciatori di Russia e Belarus e L’Aquila Siamo Noi

"Unità nell’Amicizia e nella Cultura”

L’Aquila Siamo Noi e gli Ambasciatori
Un ponte simbolico tra popoli nel segno della musica e del dialogo. Una serata densa di significati, capace di intrecciare diplomazia, memoria storica e linguaggio universale dell’arte. Giovedì 2 aprile 2026, nella suggestiva cornice di Villa Abamelek, si è svolto l’evento “Unità nell’Amicizia e nella Cultura”, alla presenza dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, dell’Ambasciatore della Repubblica di Belarus presso la Santa Sede, Yury Ambrazevich, e della Presidente dell’Associazione culturale “L’Aquila Siamo Noi”, Emma Rizio.

ROMA – Un ponte simbolico tra popoli nel segno della musica e del dialogo. Una serata densa di significati, capace di intrecciare diplomazia, memoria storica e linguaggio universale dell’arte. Giovedì 2 aprile 2026, nella suggestiva cornice di Villa Abamelek, si è svolto l’evento “Unità nell’Amicizia e nella Cultura”, alla presenza dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, dell’Ambasciatore della Repubblica di Belarus presso la Santa Sede, Yury Ambrazevich, e della Presidente dell’Associazione culturale “L’Aquila Siamo Noi”, Emma Rizio.

Momento culminante della serata è stato il concerto pianistico del Maestro Michele Di Toro, che ha conquistato il pubblico con una performance intensa e raffinata, salutata da una standing ovation e da un bis particolarmente apprezzato. L’esibizione è stata dedicata simbolicamente a tre città unite dal titolo di Capitale della Cultura 2026: L’Aquila per l’Italia, Omsk per la Russia e Pastavy per la Belarus, suggellando un ideale filo rosso tra territori e identità diverse. Particolarmente emozionante il momento musicale dedicato alla città dell’Aquila, con l’esecuzione del brano “La Favola Continua“, composto, come ha raccontato Di Toro, subito dopo aver appreso la notizia del disastroso terremoto del 6 aprile 2009.

L’iniziativa si è inserita nel contesto della Giornata dell’Unità dei Popoli di Russia e Belarus, ricorrenza istituita nel 1996 con la firma del Trattato dell’Unione tra i due Paesi. Un anniversario che, come sottolineato dall’ambasciatore Paramonov nel suo intervento, rappresenta un percorso trentennale di integrazione fondato su radici storiche, culturali e spirituali comuni.

Nel suo discorso, il diplomatico russo ha voluto dedicare la serata alla città dell’Aquila e all’intera regione Abruzzo, ricordando il legame di solidarietà nato dopo il sisma del 6 aprile 2009. In quell’occasione, Russia e Belarus offrirono il proprio contributo alla ricostruzione, partecipando al restauro di importanti simboli del patrimonio culturale cittadino come la Chiesa di San Gregorio Magno e Palazzo Ardinghelli. Un gesto che si inserisce in una memoria condivisa di vicinanza e cooperazione.

Non è mancato il riconoscimento alla forza della comunità aquilana, capace di rinascere grazie a resilienza, coesione e spirito di solidarietà. Valori che oggi rendono L’Aquila una città nuovamente viva, aperta al dialogo internazionale e protagonista nel panorama culturale, anche grazie al prestigioso titolo di Capitale italiana della Cultura 2026.

Sulla stessa linea l’intervento dell’ambasciatore bielorusso Ambrazevich, che ha evidenziato come l’evento rappresenti non solo una celebrazione istituzionale, ma il riflesso di legami profondi e duraturi tra i popoli. Dalle radici storiche comuni ai rapporti culturali e umani, fino agli episodi di solidarietà internazionale, come l’accoglienza in Italia dei bambini bielorussi colpiti dalle conseguenze del disastro di Chernobyl, emerge un tessuto di relazioni costruito nel tempo.

Entrambi i diplomatici hanno ribadito il ruolo fondamentale della cultura come strumento capace di superare barriere politiche e geografiche, offrendo uno spazio di confronto e comprensione reciproca. In un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni e conflitti, iniziative come questa assumono un valore ancora più significativo, contribuendo a costruire ponti tra popoli e a rafforzare il dialogo.

A rendere ancora più autentico il clima della serata, la partecipazione dell’associazione “L’Aquila Siamo Noi”, da anni impegnata nella promozione culturale e nella valorizzazione del territorio, e la presenza di eccellenze enogastronomiche abruzzesi accanto a specialità russe e bielorusse, simbolo concreto di condivisione e incontro.

Una serata che ha saputo unire istituzioni, cultura e comunità, confermando come la musica e l’arte possano ancora oggi parlare una lingua universale, capace di avvicinare storie, tradizioni e sensibilità diverse nel segno dell’amicizia e della pace.