Dipendenti dalla ricostruzione, il mercato del lavoro nello studio di Persio

di Alessio Ludovici | 06 Giugno 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Riccardo Persio, dottore di ricerca presso l’Università di Enna “Kore”, aquilano, ha realizzato grazie a una borsa di studio della Onlus “Antonio Padovani”, un’approfondita indagine sul mercato del lavoro in provincia dell’Aquila. La presentazione la scorsa settimana al Palazzetto dei Nobili, accompagnato da Gianni Padovani, presidente della Onlus e dall’economista e autore Piero Carducci. 

Lo studio offre uno spaccato sullo stato di salute del mercato del lavoro nella provincia dell’Aquila. L’analisi, riferita al triennio precedente la pandemia, evidenzia punti di forza e criticità del nostro territorio.

“Con la ricostruzione che volge verso la fase conclusiva – scrive Persio nello studio – il sistema locale del lavoro aquilano deve iniziare al più presto un percorso di riqualificazione della domanda del lavoro, compensando la persistente riduzione del fabbisogno di manodopera delle imprese edili occorso negli ultimi anni.”

Tra le criticità rilevate lo scarso contributo al sistema dell’import e dell’export – con l’eccezione dell’importante settore manifatturiero legato, nel caso aquilano, al settore farmaceutico – che riflette una carente apertura ai mercati internazionali e una ridotta dimensione aziendale delle imprese.  O ancora, lo scarso tasso di occupazione di giovani e donne e l’eccessiva polarizzazione dei settori trainanti. Nel caso del nostro comprensorio il settore principale è quello legato alla ricostruzione che va via via dimagrendo. 

Il comprensorio aquilano è fortemente sbilanciato verso la domanda di lavoro nel settore edile e registra un fabbisogno modesto nel settore terziario. A corroborare l’analisi ci sono anche i dati sulle caratteristiche di chi entra nel mercato del lavoro dall’Università, con due settori, quello delle lauree ingegneristiche e di quelle economiche, che rappresentano quasi la metà dei neo assunti. Permangono nel territorio difficoltà legate all’inserimento lavorativo dei giovani con le imprese che tendono a favorire il personale più esperto: “Il sistema di istruzione non riesce ad offrire efficacemente agli studenti una formazione attiva tale da compensare la mancanza di esperienza lavorativa giovanile”.

Ancora molto da fare sul versante “rivoluzione digitale”. Le “cosiddette “hard skill” tecnologiche e comunicative, quali le capacità di comunicare in lingua straniera, le capacità informatiche e matematiche, le competenze digitali e quelle relative all’utilizzo delle tecnologie tipiche dell’industria 4.0”. Competenze determinanti per la crescita produttiva delle imprese e per lo sviluppo di un territorio segnalano una provincia con marcate criticità. Un esempio, un effetto probabilmente, è il turismo in provincia dell’Aquila che denota una ridotta capacità di attrazione di turisti stranieri.

Il monito di Persio è chiaro, serve una profonda riflessione sull’opportunità di predisporre una serie di politiche volte a ridurre l’esposizione del territorio ai rischi derivanti dall’eccessiva polarizzazione della domanda di lavoro, e farlo adesso, prima che la ricostruzione sia terminata.


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