‘Dimore storiche in Abruzzo’, presentato a Roma il nuovo volume

Tra le meraviglie aquilane, Palazzo de Nardis, la cui monumentale scalinata di ingresso fa da copertina all'intero volume e Palazzo Pica Alfieri 

di Fausto D'Addario | 30 Novembre 2023 @ 05:00 | EVENTI
Dimore storiche
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ROMA – Ieri, mercoledì 29 novembre, nella prestigiosa sede dell’Accademia di San Luca a Roma, è stato presentato il nuovo volume sulle “Dimore storiche in Abruzzo. Storia, identità e patrimonio culturale privato”, organizzato dalla Sezione Abruzzo dell’ADSI, l’Associazione Dimore Storiche Italiane. Il presidente Giovanni Ciarrocca ha portato l’attenzione sul tema delle dimore storiche, di cui “si prevede a breve giro un 28% di alienazioni; è d’obbligo, per scongiurare la dispersione del patrimonio privato culturale italiano diffuso che tutto il mondo ci invidia ed anche per dare il meritato risalto a circuiti turistici poco noti, tracciando nuovi flussi e opportunità di sviluppo in quella Italia spesso trascurata pur con storie, identità uniche“. Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie e responsabile del progetto del Pnrr Turismo delle Radici, ricorda come questa guida-compendio abbia “gli stessi obiettivi e principi che animano il progetto del Turismo delle Radici, nell’attirare l’attenzione su destinazioni alternative ai luoghi del turismo di massa, sul patrimonio storico, culturale, tradizionale e naturale dei borghi, dei piccoli comuni e delle aree rurali all’origine dell’emigrazione italiana“.

Il volume, corredato da riprese fotografiche degli ambienti interni e degli esterni delle dimore, approfondisce la storia di 41 residenze di proprietà dei soci della sezione abruzzese. I testi sono stati redatti da Federico Bulfone Gransinigh e Claudio Mazzanti dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti – Pescara, mentre i contributi scientifici di Claudio Strinati, anche in veste di segretario generale della Accademia Nazionale di San Luca, Andrew J. Hopkins e Ambra Valeriani dell’Università degli Studi dell’Aquila ne arricchiscono la rassegna. Le dimore storiche rappresentano il volto forse meno noto del patrimonio culturale, pur rivestendo un ruolo essenziale per l’identità culturale e civica del territorio regionale. Anzi in Italia il patrimonio culturale privato è diffuso sul territorio ed è estremamente variegato: mapparlo può risultare un’attività complessa e incerta. Dunque la guida alle dimore storiche in Abruzzo può costituire senz’altro un valido modello per altre regioni italiane. 

Tra le meraviglie aquilane non possiamo non ricordare Palazzo de Nardis, la cui monumentale scalinata di ingresso fa da copertina all’intero volume e Palazzo Pica Alfieri che, con i suoi magnifici ambienti, si segnala tra le più notevoli residenze abruzzesi; troviamo anche Palazzo D’Alessandro a Caporciano, Palazzo Vitto Massei a Pettorano sul Gizio, Palazzo Sipari a Pescasseroli e Palazzo Ciarrocca a Santo Stefano di Sessanio.

Oggi l’Associazione Dimore Storiche, tramite le attività dei suoi 4500 soci, si occupa di promuovere la rete di quello che è il più grande museo diffuso d’Italia: case e palazzi, ville e castelli, ma anche giardini e tenute agricole. Un patrimoniocapace di alimentare numerose filiere, da quella turistica a quella agroalimentare, da quella artigianale a quella edilizia. Le dimore storiche, affidate alla responsabilità dei proprietari, sono “soggetti a vincolo”, cioè sono beni culturali tutelati dallo Stato, che ne deve favorire la conservazione. In Abruzzo Il 54% delle dimore storiche si trova nelle aree interne, laddove il 62% del territorio regionale non è antropizzato. Il patrimonio architettonico privato, in parte aperto alla ricettività, riveste un ruolo importante nel percorso comune tra pubblico e privato, specialmente nelle aree interne. L’epoca d’oro della transumanza, che tra XVI e XVII secolo vide transitare tra Abruzzo e Puglia un numero stimato in oltre quattro milioni di capi, permise ai titolari di tali ricchezze di dotarsi di importanti residenze, abbellite da ornamentazioni scultoree e magnifici programmi pittorici, non solo in città come L’Aquila e Sulmona, ma anche nei centri montani, come Pescocostanzo, Scanno, Santo Stefano di Sessanio. Altre attività contribuirono alla ricchezza di un certo numero di famiglie: le rendite della proprietà terriera, l’esercizio delle arti liberali e incarichi di notevole importanza in campo amministrativo ed ecclesiastico. Come ponti di comunicazione e dialogo tra le generazioni, le dimore storiche, oltre ad essere preziose testimonianze d’arte, sono luoghi che racchiudono la storia e l’intimità delle famiglie abruzzesi e italiane.


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