Diario di una crisi di governo. Mattarella respinge le dimissioni di Draghi

In aggiornamento

di Enrico M. Rosati | 14 Luglio 2022 @ 15:45 | POLITICA
governo draghi
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ROMA  – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi che ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica. E’ l’ultimo sviluppo della crisi politica che ha investito il governo. 
In precedenza è stata accordata la fiducia al governo posta sul dl aiuti: 172 i sì, 39 i no e nessun astenuto. Come annunciato fin da ieri il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto in quanto assente alla prima e alla seconda chiama. Durante l’intervento della capogruppo di Forza Italia, Annamaria Bernini che invitava i senatori del Movimento 5 stelle a “tornare a casa con le nostre auto blu”, dal centrodestra sono partiti cori rivolti ai pentastellati dicendo “A casa, a casa”. In risposta, alcuni 5 Stelle hanno urlato: “Vacci tu!”. La presidente del Senato ha poi ristabilito la calma, invitando a rispettare l’opinione di tutti.

Questa l’antologia di una crisi che potrebbe avere il via nei prossimi minuti. 

CRONOSTORIA:

Ore 20.00 – Mario Draghi ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presiedutoIl Presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica.
 
A seguito del voto sulla fiducia, Mario Draghi ha annullato il Consiglio dei Ministri ed è arrivato alle 15.40 al Quirinale per incontrare il presidente Sergio Mattarella, Draghi aveva lasciato Palazzo Chigi mentre erano in corso al Senato le votazioni sul voto di fiducia al Dl Aiuti.
 
La Portavoce del Presidente del Consiglio annuncia che non è stato annullato il Consiglio dei Ministri previsto per le ore 15,30, ma solamente posticipato. All’ordine del giorno provvedimenti di ordinaria amministrazione.

La giornata di ieri, pre-crisi

Le dichiarazioni politiche iniziano a susseguirsi ma fondamentale è stata la giornata di ieri per il Movimento 5 stelle che ha deciso di andare fino in fondo sulle sue posizioni politiche e aprendo, di fatto, la crisi. Conte in diretta Facebook dalla riunione con deputati e senatori aveva spiegato la posizione del partito. “Chiediamo di entrare in una fase di governo completamente differente. Abbiamo preteso un cambio di passo del Governo nell’esclusivo interesse dei cittadini”.
Ora gli occhi sono puntati su Palazzo Chigi, dove Mario Draghi è pronto a rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Gli scenari, stando ai paletti fissati dal Premier in conferenza stampa, a questo punto sono due: il capo dello Stato rimanda in Parlamento il premier per la verifica della maggioranza o, se l’inquilino di palazzo Chigi mantiene il suo rifiuto, scioglie le Camere con la conseguente indizione delle elezioni a settembre.” 
 
Ieri, dopo le prime notizie, erano arrivati segnali chiari anche dagli altri partiti, il primo a dare una rotta alla crisi è stato Matteo Salvini: “Se i 5S non votano un decreto della maggioranza, fine, parola agli italiani. Si va a votare. Se vanno avanti così mi pare che la strada sia segnata, lasciamo perdere altre robe strane”, sentenzia. Di più: “Non siamo disposti a rimanere in una maggioranza di governo senza il M5S. Meglio far parlare gli italiani che andare avanti sulle montagne russe”. Poche ore dopo è stato Enrico Letta del Partito Democratico a confermare la linea, cercando in qualche modo di far ragionare l’alleato: “Non è una nostra ripicca il fatto di dire che se cade il Governo si va al voto. È nella logica delle cose visto quello che Salvini e Berlusconi hanno detto”. A sera, quando Conte ha espresso il suo verdetto, da via Bellerio la sintesi era lapidaria: “La maggioranza non c’è più, parola agli italiani”. Antonio Tajani, numero due di Forza Italia, aveva affermato che la decisione di non partecipare al voto di fiducia è un atto di grave irresponsabilità. Lo stesso conferma l’unità del centrodestra durante un’intervista rilasciata a La7 mandata in onda oggi alle 15.30. 
 
Matteo Renzi chiede oggi le dimissioni dei membri del Movimento 5 Stelle e non esclude – a seguito di un plausibile fallimento del campo largo tra Pd e Movimento 5 Stelle alle prossime amministrative – una cooperazione tra Italia Viva, Pd e tutte le forze centriste. A seguito del posticipo del Consiglio dei Ministri Renzi si è appellato a Draghi chiedendo di continuare per la necessità del paese. “E’ il momento della responsabilità, è vero – ha proseguito – e questo vale per ciascuno di noi. C’è la guerra in Ucraina, i problemi energetici, l’inflazione alta, poi problemi globali come la siccità, la carestia e le conseguenti migrazioni. L’ansia di responsabilità deve valere per il governo e per il Presidente del Consiglio”.
 
E’ terminato alle 16.20 di oggi il colloquio tra il Sergio Mattarella Mario Draghi, il premier è tornato a Palazzo Chigi. 
 
Giuseppe Conte commenta l’astensione del Movimento 5 Stelle: “Il M5s ha dato sostegno a questo governo sin dall’inizio con una votazione» e i con i «pilastri della della transizione ecologica e della giustizia sociale. Se poi si crea una forzatura e un ricatto per cui norme contro la transizione ecologica entrano in un dl che non c’entra nulla, noi per nessuna ragione al mondo daremo i voti. Se qualcuno ha operato una forzatura si assuma la responsabilità della pagina scritta ieri”. L’introduzione di quella pagina “è stata la riunione del Cdm in cui i nostri ministri non hanno partecipato al voto”. Continua Conte: “Se noi prendiamo degli impegni con governo, Parlamento e cittadini e siamo coerenti, chi si può permettere di contestare questa linearità e questa coerenza? Non chiediamo posti, nomine, nulla, ma chiediamo ovviamente di rispettare un programma definito all’inizio: transizione ecologica e urgenza della questione sociale che adesso è esplosa. O si hanno risposte vere, strutturali e importanti oppure nessuno può avere i nostri voti”. 
 
Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi ringrazia Mattarella Draghi durante il suo intervento all’assemblea di Confindustria Valle D’Aosta. “Colgo l’occasione per rinnovare il nostro ringraziamento al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Mario Draghi, perché rappresentano un’immagine dell’Italia importante. Hanno sempre avuto parole alte, impegnative, che ci hanno fatto essere orgogliosi di essere italiani”
 
Mario Draghi, nessuna decisione presa su possibili dimissioni, convocato il Consiglio dei Ministri alle 18.15.
Le teorie dietro al silenzio riguardo l’incontro tra Mario Draghi Sergio Mattarella che emergono da La7 sono tre: 
  1. Si attendeva la chiusura della borsa per evitare ulteriori oscillazioni 
  2. I lavori non sono ancora conclusi 
  3. Non c’è stato accordo tra i due Presidenti sul da farsi. 

Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, commenta la crisi dell’Esecutivo dopo lo strappo in senato.  “Credo che per l’interesse del Paese il governo Draghi debba andare avanti. Credo che sia un interesse di tutti che il governo prosegua – ha aggiunto Letta – Un interesse che sta maturando anche con fortissime spinte che provengono da ovunque, anche dalle parti sociali, dal mondo del lavoro, dall’Unione “uropea. Penso che si debba andare verificare se la maggioranza vuole andare avanti oppure no e questo può avvenire solo in Parlamento. Credo che in questo momento sarebbe molto importante la continuità di governo» e «in Parlamento porteremo la nostra proposta. Diremo che il governo Draghi sta facendo bene e deve continuare. Abbiamo sempre pensato che questo governo ha la sua unicità e debba continuare con questo formato e in questo perimetro, ma è fondamentale uscire da questo dibattito fuori dai ruoli istituzionali”

 

Il Cdm è iniziato alle 18.39. alle 18.45 MarioDraghi si è dimesso annunciando la decisione con una nota. 

Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo. In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani. Grazie.


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