Di Felice (Osapp): “Sovraffollamento di detenuti alla Casa circondariale di Pescara”

di Francesco Simoni | 16 Dicembre 2021 @ 00:06 | ATTUALITA'
Casa Circondariale Pescara
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PESCARA – “Il sindacato di polizia penitenziaria, Osapp, maggiormente rappresentativo, si vede costretto ad evidenziare, in maniera incisiva, per l’ennesima volta, lo stato di insostenibilità derivante del sovraffollamento di detenuti in molti Istituiti della Regione Abruzzo ed, in particolare, alla Casa Circondariale Pescara”.

Lo ricorda il segretario regionale di Osapp, Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, Nicola Di Felice.

“In tale Istituto ad oggi, infatti, sono presenti circa trecentoventi detenuti a fronte di una capienza massima stimata dal Dipartimento di 277 detenuti – aggiunge Di Felice -. Tra l’altro ricordiamo che la struttura di Pescara ha attualmente una sezione chiusa per ristrutturazione. Nel caso dovesse accadere che questa sezione venga riaperta, il numero di presenze potrebbe raggiungere il livello di 415 detenuti, arrivando ad un esubero del cinquanta per cento in più rispetto alla capienza regolamentare massima consentita. Questo limite grave, più volte portato alla luce, comporta, oltre ad un aggravio di lavoro per le unità di Polizia Penitenziaria presente nel luogo, anche una ‘compressione’ dei diritti umani delle persone ristrette. Inoltre, l’Istituto di Pescara paga già una carenza importante di personale di polizia penitenziaria di circa il 40% cui dovrebbe fare seguito una diminuzione del numero dei detenuti e non un aumento del numero degli stessi all’interno della struttura”.

Per Di Felice “attualmente la capienza regolamentare delle celle detentive, per via del sovrannumero di detenuti, è stata aumentata del cinquanta per cento, da quattro letti a sei letti disposti a ‘castello’. Non solo, risulta che alcune stanze sono state purtroppo predisposte per contenere ulteriori due letti, disposti sempre a castello, ma su tre livelli. Tale azione, ovvero quella di creare strutture per dormire su tre livelli, sviluppati in altezza, è assolutamente vietata dalle Circolari Ministeriali. In relazione a quanto evidenziato, si chiede quindi un intervento chiaro ed immediato da parte di tutte le istituzioni che operano sul territorio, per la ricerca del ripristino della legalità e della sicurezza sociale e sanitaria”.

Di Felice conclude: “Ricordo, qualora ce ne fosse bisogno, che lo stato determinato dall’emergenza Covid 19 non è affatto da dimenticare in strutture dove lo spazio è storicamente merce rara”.

Nicola Di Felice

Nicola Di Felice


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