Di Benedetto, bordate alla Verì: “Tiene solo ad alcuni territori, non alla Asl aquilana”

di Redazione | 29 Giugno 2023 @ 16:40 | POLITICA
Di benedetto verì asl l'aquila
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L’AQUILA – Di solito posato nei giudizi, questa volta il consigliere regionale Americo Di Benedetto ci va giù duro sulla sanità aquilana e attacca platealmente l’assessore regionale Nicoletta Verì. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la stabilizzazione di altre 218 unità di personale alla Asl di Chieti. 
“E’ notizia di stamattina – scrive il consigliere – la stabilizzazione da parte della Direzione Asl di Chieti di ulteriori 218 unità di personale tra infermieri oss, tecnici di radiologia, medici, veterinari, farmacisti e psicologi, che, aggiungendosi alle altre 419 figure assunte recentemente, fanno salire complessivamente a 624 il numero degli operatori sanitari stabilizzati a tempo indeterminato. L’Assessore Verì volendo fortemente questa operazione, come ha tenuto a precisare  lo stesso Thomas  Schael, Direttore generale della ASL N. 2 Lanciano Vasto Chieti, dimostra di tenere soltanto ad alcuni territori, a discapito di chi ne avrebbe altrettanto bisogno, la Asl n. 1 Avezzano-Sulmona–Aquila che, come più volte ho avuto modo di denunciare, sconta un’inefficienza ormai palese sulla programmazione dei servizi essenziali,sull’organizzazione del lavoro e, appunto, sui processi di gestione del personale sanitario, in assenza di un piano straordinario assunzionale a fronte delle crescenti necessità”.

Di Benedetto ne anche sul fronte edilizia sanitaria: “Nell’ottica di una pari tutela dei territori e dei propri presidi sanitari, anche l’Aquila ha urgente bisogno di essere portata al centro del dibattito politico sulla Sanità e avere finalmente le giuste attenzioni da chi governa la Regione Abruzzo, ed invece oggi stiamo realmente decadendo senza dignità alcuna,col serio rischio di vederci ben presto declassificati a presidio ospedaliero di ultimo livello.
Anche a proposito dell’edilizia sanitaria, questa inerzia gestionale mette in serio pericolo persino gli investimenti fatti anni fa e che si sarebbero dovuti a maggior ragione rivedere dopo il sisma, con particolare riferimento alla vulnerabilità sismica del San Salvatore, il Nosocomio della città capoluogo d’Abruzzo, che come struttura strategica maggiormente colpita avrebbe dovuto evidentemente beneficiare più di tutte, di investimenti chiari e mirati, ed invece è accaduto esattamente il contrario, con le altre realtà abruzzesi che ne hanno giovato più e meglio”

“Le strutture strategiche, infatti, dovrebbero avere indice vulnerabilità pieno, motivo per cui noi oggi abbiamo la responsabilità di pensare ad un nuovo Ospedale regionale – fruibile per qualità dei dirigenti (ospedalieri e universitari) e dei sanitari tutti, con bassi tempi di attesa e con condizioni ottimali di accoglienza – che sia il volano del miglioramento dell’intera sanità abruzzese, soprattutto perchè, se così fosse, distando pochissimo la nostra città da Roma capitale, non potrà che beneficiarne l’intero territorio.
Torno a chiedere, quindi, una sanità edilizia di prospettiva e che sia dotata di personale adeguato, auspicando uno sforzo finanziario che consenta, anche qui da noi, di “premiare” quelle professionalità, medici e operatori sanitari, che  nei tanti momenti critici della pandemia e in seguito del recente attacco hacker ai sistemi informatici,  si sono spesi e continuano a spendersi ogni giorno nonostante la politica sanitaria ragionieristica della ASL n.1 continui a palesare evidenti incapacità di programmazione e d’intervento, tagliando e mai investendo.
Senza ulteriori indugi, chi ha ruoli politici apicali, per conservare il personale in forza riducendo addirittura il costo del servizio, deve necessariamente considerare la costituzione di una Società in house, esattamente come accaduto in Italia con il Contact center di INPS, con cui assumere a tempo indeterminato tutti i precari della Sanità, senza intaccare i parametri d’ incidenza del costo del personale.
Solo in questo modo si potranno risollevare le sorti del servizio universale per definizione della città capoluogo di Regione.
La nuova rete ospedaliera è in dirittura di arrivo ( si tratta ora di individuare i due DEA di II livello) e tra tutte le strutture sanitarie si rischia di perdere proprio quella dell’Aquila: non è campanilismo, è oggettivo ! – continua Di Benedetto.
Faccio un appello: nella storia della Regione, mai una consiliatura ha avuto tra i suoi rappresentanti ben 5 aquilani, tra cui alcuni hanno ruoli nell’esecutivo, altri ruoli di primo livello istituzionale, altri ancora hanno sviluppato ulteriormente la loro carriera politica, e quindi possono davvero spendersi per le sorti della propria città,specie sul tema sanità.
A ciò si aggiunga il ruolo del nostro Sindaco Biondi che, oltre ad essere il Presidente del Comitato ristretto dei Sindaci, ha un ruolo politico consolidato nel primo partito nazionale di governo.
E’ tempo di invertire la rotta e agire con soluzione definitive: in caso contrario, se il San Salvatore subirà il declassamento, la responsabilità sarà di tutti e non potremo far altro che rassegnarci definitivamente alle parate di estetica istituzionale, prendendo atto, però, questa volta si, della nostra inadeguatezza politica”.

 

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