Di Benedetto: “Bandiera Ue ammainata stride con fondi Ue in Cura Abruzzo”

di Redazione | 02 Aprile 2020, @03:04 | POLITICA
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L’AQUILA – “Il simbolismo è una cosa che ha un po’ alienato l’essenza della politica negli ultimi anni. C’è troppa volontà di manifestare la forma e, ieri, in Consiglio regionale, purtroppo, questo è stato fatto”.

Così Americo Di Benedetto, consigliere regionale della lista Legnini presidente, sul clamoroso atto del presidente dell’assemblea Lorenzo Sospiri.

“Spostare la bandiera dell’Europa in Aula e metterla a mezz’asta all’ingresso dell’Emiciclo è stato istituzionalmente poco corretto e politicamente inopportuno”.

“È stato un irricevibile segnale di forma e uno stridente segnale di sostanza preso atto che la parte più importante della legge, rubricata ‘Misure straordinarie ed urgenti per l’economia e l’occupazione connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19’, è incentrata sulla rimodulazione dei fondi strutturali che l’Europa ha messo a nostra disposizione derogando alla finalità di investimento ed aprendo a sovvenzioni dirette, a fondo perduto, alle imprese”, aggiunge Di Benedetto.

“Anziché spostare le bandiere bisognerebbe lavorare per accorciare i tempi dei bandi a venire, assumere nell’immediato la ricognizione delle disponibilità da rimodulazione dei fondi europei ed elargire denaro alle aziende in sofferenza stralciando la burocrazia”, continua.

“L’unica cosa che l’articolato normativo prevede ora per le imprese è l’utilizzo della disponibilità (6 milioni di euro) derivante dalla sospensione delle rate dei mutui regionali di cui art. 111 D.L. 18 -emergenza Covid19- ma lo fa per finanziare gli investimenti (cosa incoerente per il momento che viviamo) restituendo il 40% dell’investimento stesso (fino a un massimo di euro 5.000,00) a piccole e micro imprese e a professionisti in regime forfettario. Ben si comprendere la platea dei potenziali beneficiari (oltre 100.000) e i fondi che saranno assegnati (sic!), ammesso che le attività si trovino in condizione di investire in questo momento. Questi fondi”, fa osservare Di Benedetto, “sono gli unici disponibili subito in quanto i fondi rotativi previsti in legge sono semplici anticipazioni di cassa alle strutture pubbliche e non alle imprese”.

“Se avessimo utilizzato i 6 milioni di euro per le micro imprese e per i giovani professionisti con basso volume di affari e se lo avessimo fatto con contributi a fondo perduto avremmo dato almeno una risposta concreta e veloce, ma soprattutto lo avremmo fatto nei confronti di chi in questi giorni realmente sconta le difficoltà della sofferenza economica”, conclude Di Benedetto.


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