Dettagli inessenziali su un caso di cronaca, il Garante bacchetta un editore

di Redazione | 23 Maggio 2021 @ 06:30 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Il garante per la Privacy, in seguito ad un reclamo, ha sanzionato un articolo in, relativamente ad un caso di cronaca, venivano descritti aspetti della vita intima della vittima, ad l’esistenza di una sua relazione con la persona indagata per la sua morte, e veniva riportato il suo indirizzo di residenza, presso il quale vive tuttora la sua famiglia. Particolari superflui e che poco avevano a che fare con il diritto di cronaca.

A presentare il reclamo il marito della donna deceduta. 

Il Garante gli ha dato pienamente ragione ed ha ribadito che i giornalisti devono evitare di riportare informazioni eccedenti, soprattutto se queste possono ledere la riservatezza delle persone, e in questo caso anche di un minore. 

Il Garante per la protezione dei dati personali ha quindi vietato all’editore di una testata online di trattare dati personali non essenziali relativi alla morte della donna, giudicati lesivi della riservatezza dei suoi familiari, in particolare della figlia minore.

Del resto è quanto stabilito anche dal Regolamento europeo e dalle Regole deontologiche sull’attività giornalistica. Il Garante ha ritenuto illecito il trattamento di queste informazioni proprio perché inessenziali e pregiudizievoli per il marito e soprattutto per la figlia minorenne della vittima, e ha vietato l’ulteriore diffusione dell’articolo.

L’editore ha provveduto a sospendere la pubblicazione dell’articolo e, non avendo precedenti in materia, se l’è cavata con l’ammonizione, entro 30 giorni, a comunicare le iniziative intraprese per dare attuazione a quanto prescritto.

Il Garante ha anche disposto l’invio del provvedimento al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

 


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