Del Debbio utilizza il cotto di Amatrice per la casa ma arrivano le proteste del Comitato Illica vive

di Redazione | 12 Agosto 2021 @ 02:22 | ATTUALITA'
Paolo Del Debbio
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ROMA – Il giallo del cotto di Amatrice utilizzato dal presentatore giornalista Paolo Del Debbio, per dei lavori di manuntenzione di una sua casa di campagna a Lucca, ha portato le proteste del Comitato Illica vive, perché “non sappiamo come sia riuscito ad avere quel materiale, il cui recupero è stato negato ai proprietari delle prime e seconde case di Amatrice”.

La storia è iniziata, dopo che Del Debbio ha postato su Instagram un video con le immagini del pavimento realizzato con il materiale edile provenienti dalle abitazioni danneggiate dal terremoto 2016 ad Amatrice.

“Il cotto di Amatrice per il pavimento esterno – ha scritto su Instagram il giornalista -. L’ho scelto e l’ho lasciato com’era nei soffitti delle case distrutte nel 2016 da quel terribile terremoto. Per me sono un monumento nel senso letterale del termine, un ricordo, un omaggio alle vittime e alle loro famiglie, e un monito per il futuro a non occuparsi di questi problemi quando avvengono, ma prima, con la prevenzione che in Italia è ancora troppo indietro”.

Al video e allo scritto di Del Debbio su Istgram non sono passate inosservate al Comitato Illica vive: “Profondo dolore e sconcerto per il video del giornalista Paolo Del Debbio durante il quale il conduttore ha mostrato le mattonelle con cui ha pavimentato il giardino della casa in campagna, a Lucca, provenienti dal sottotetto di una casa di Amatrice. Pensando di commemorare le vittime del terremoto e rilanciare l’economia, ha spiegato di aver accettato di buon grado la proposta del suo fornitore che non sappiamo come sia riuscito a recuperare quel materiale il cui recupero è stato negato ai proprietari delle prime e seconde case”.

Il Comitato Illica vive ha aggiunto: “Come comitato – scrivono la fondatrice del Comitato e l’animatrice della pagina Fb sul cratere di Accumoli e Amatrice, Sabrina Fantauzzi e Trijji Pan – abbiamo denunciato sin da settembre del 2016, e l’ultima volta appena tre mesi fa con denunce uscite sui giornali, la necessità di recuperare pietre, conci, portali, mattonelle. Avevamo chiesto alle autorità controlli per evitare sciacallaggi e furti di materiale edile proprio per evitare che si sviluppasse questo genere di ‘mercato'”.

Il giornalista però si difende e all’Adnkronos spiega: “Ho regolare fattura e sono pronto a restituire il cotto. Ho acquistato il materiale di Amatrice con regolare fattura, in totale buona fede, convinto della legittima provenienza dei mattoni, e con un desiderio di vicinanza nei confronti di chi è stato vittima del sisma. Naturalmente, se, invece, c’è da qualcosa da restituire, sono prontissimo a farlo. Ho anche pensato che fosse una cosa positiva che questi mattoncini potessero essere riutilizzati anziché finire dispersi o distrutti. In particolare, li ho utilizzati per una piccola parte del giardino, circa 90 metri quadri, per una spesa, ripeto, regolarmente fatturata, di qualche migliaio di euro. D’altronde, mi scusi: è vero che noi giornalisti non è detto che abbiamo un’intelligenza superiore alla media, ma se avessi avuto qualche dubbio sulla legittimità dell’acquisto e dell’impiego, l’avrei addirittura postato su Instagram? Non credo di essere così tonto…”.


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