Del Biondo (Flc Cgil): “Il Cts vuole la scuola in presenza, ma dal Governo non vediamo una pianificazione”

di Redazione | 22 Luglio 2021 @ 13:06 | ATTUALITA'
Con Omicron, per molti, il ritorno nelle aule
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L’AQUILA  – Riceviamo e pubblichiamo da Miriam Anna Del Biondo, segretaria generale Flc Cgil L’Aquila, sulle criticità dei docenti nelle scuole.

Con l’autorizzazione da parte del MeF all’immissione in ruolo di 111 476 docenti tra ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2021/22 si entra nel vivo delle operazioni che dovranno portare a  settembre la scuola italiana ad essere pronta per il nuovo anno scolastico.

E’ chiaro che il tema della riapertura della scuola si inserisce in un quadro pandemico complesso e preoccupante nel quale ogni provvedimento assume un’importanza che va ben il semplice inizio dell’anno scolastico e che prevederebbe misure straordinarie che, per il secondo anno consecutivo, al momento il Ministero pare non voler prevedere.

L’aumento dell’indice di RT, che in pochi giorni è passato da 1,3 ad 1,8, insieme alla certezza che la fascia di popolazione più colpita dai contagi è quella in età scolare e che la copertura vaccinale completa raggiunge, al momento, soltanto il 6,72% degli studenti e delle studentesse italiane dovrebbero essere dati sufficienti affinché si attuino velocemente azioni straordinarie che già lo scorso anno sono mancate. Molte delle quali passano per l’aumento dell’organico docenti e ATA.

Nonostante il Comitato Tecnico Scientifico abbia ribadito la priorità del ritorno a scuola in totale presenza, abbia riconfermato la necessità delle misure di distanziamento e di protezione individuale già previste per lo scorso anno scolastico ed abbia invitato a promuovere una maggiore copertura vaccinale anche con campagne informative efficaci, non vediamo uno sforzo particolare da parte del Governo, né delle funzioni decentrate sul territorio,  per una pianificazione tale da evitare che la scuola possa rappresentare un’occasione particolarmente importante per la diffusione del contagio.

La FLC CGIL della provincia dell’Aquila sa che quest’ultima e non ipotetica possibilità si potrà evitare soltanto agendo su quelle che lo stesso CTS definisce insufficienti ’condizioni strutturali logistiche esistenti nei presidi scolastici’, ossia prevedendo un irrinunciabile abbassamento del numero degli alunni e delle alunne per classe che comporta chiaramente un deciso aumento dell’organico. Il contingente per le assunzioni per la provincia dell’Aquila, autorizzato dal MeF e riportato nella tabella in basso, non sarà sufficiente a coprire tutte le cattedre che anche per il prossimo anni saranno affidate a docenti precari. Figuriamoci se potrà garantire un effettivo distanziamento, vista anche l’inadeguatezza dell’edilizia scolastica della nostra provincia, con particolare attenzione ad alcuni comuni come, ad esempio, Sulmona e L’Aquila. In quest’ultimo caso piani su piani di ricostruzione post sismica delle scuole non hanno mai progredito e, dopo ormai dodici anni, ci siamo abituati all’edilizia d’emergenza e a non avere un progetto di città in cui la ricostruzione delle scuole dovrebbe essere centrale.

SCUOLA DELL’INFANZIA

SCUOLA

PRIMARIA

SCUOLA SECONDARIA

DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA

DI II GRADO

TOTALE

43

43

60

120

266

SOSTEGNO

SOSTEGNO

SOSTEGNO

SOSTEGNO

SOSTEGNO

14

20

24

16

74

 

 

 

 

340

 

 

I numeri di questa tabella rappresentano il fallimento delle politiche scolastiche sul precariato e sul reclutamento. Ma soprattutto rappresentano una mancata volontà da parte di chi ci governa ad affrontare difficoltà che il covid ha soltanto fatto emergere nella loro drammaticità. Neanche la necessità di garantire una scuola sicura, relativamente alla possibilità del contagio, ha rappresentato  la molla per superare un insieme di carenze che investono il sistema scuola direttamente e indirettamente, come ad esempio il mai risolto nodo dei trasporti e, più in generale, dei servizi a cui la scuola afferisce.

La FLC CGIL della provincia dell’Aquila non smetterà di chiedere tutte le misure necessarie perché sia garantita una scuola pubblica sicura e di qualità. Perché la piaga del precariato sia risolta e perché le famiglie possano mandare i figli e le figlie a scuola in tranquillità.

Siamo pronti a lottare se anche quest’anno si assisterà al vergognoso balletto tra chiusure ed aperture per mancanza di risorse di organici tali da permettere effettivi distanziamenti.

La misura è colma, dopo due nani di pandemia il nostro governo centrale e decentrato dovrebbe aver imparato che la sicurezza, sanitaria o edile, sono prioritarie rispetto alla spesa.

 


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