Defr Abruzzo, Di Benedetto: “Un’occasione perduta”

di Redazione | 22 Dicembre 2020 @ 15:29 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “E’ evidente come nel DEFR 2020-2023 che, nel quadro degli obiettivi politici, individua tutti gli strumenti programmazione di settore della Regione, distinti per aree di intervento, ci sia una grave mancanza di  linee strategiche atte a confermare la volontà, ed anche la sensibilità, di  quelle azioni operative finalizzate a perseguirne il raggiungimento”. Lo dichiara il consigliere regionale Americo Di Benedetto. 

“Un documento, meramente compilativo, in cui non esiste concretamente un elenco di priorità e non sono state esplicitate le misure che la Giunta intendesse mettere in campo per affrontare le questioni cruciali, anche in vista della legge di stabilità collegata al Bilancio di previsione.”

“Relativamente alla Sanità, – spiega Di Benedetto  – l’occasione sarebbe stata propizia per lavorare ad un’ipotesi di finanziamento straordinario come quello del MES, che, pur destando molte perplessità sul fronte politico nazionale, e quindi regionale, in realtà appare l’unico strumento percorribile per poter soddisfare realmente tutte le necessità strutturali e di territorio.”

“Ecco, quindi, che le linee programmatiche del DEFR avrebbero dovuto dare prova dell’adeguatezza della politica regionale ad attuare una prospettiva di sviluppo e di riorganizzazione della rete ospedaliera(in Provincia dell’Aquila, non solo nel Capoluogo, ma anche nella Valle Peligna, nell’Alto Sangro e nella Marsica)  e di miglioramento della medicina del territorio in generale.”

“Invece, fra le varie Province, abbiamo assistito ad una sorta di calcolo matematico dei potenziali fondi senza una realistica idea di prospettiva sulla Sanità, con carenza anche del giusto meccanismo di “compensazione” fra le varie realtà  territoriali. Nello specifico, rispetto ad una plurima possibilità di utilizzo del “covid hospital” di Pescara (emergenziale e ordinaria), non è stato previsto un adeguato riscontro di stanziamento sulla realtà aquilana, oggi fortemente colpita. Paghiamo, quindi, l’assenza fin da subito di un piano complessivo di gestione dell’emergenza in tutti gli ambiti e di una direttiva reale e rigida sui controlli: è un dato di fatto come la Regione abbia dimostrato di rimanere insensibile e inerte dinanzi alle richieste di potenziamento delle ASL (prima fra tutte la nostra) e, non da ultimo, sulle procedure di tracciamento per il contenimento del virus (contact tracing), dove una gestione non oculata  del problema ci ha portati ad essere ancora oggi tra i fanalini di coda nazionali, dato che ogni 10.000 abitanti esistono poco meno di due operatori impegnati.

Per quanto concerne la possibilità di sviluppo della nostra Regione e la necessaria complementarietà fra la costa e le aree interne, non si comprende come il DEFR possa essere compatibile con altri documenti finanziari, come per esempio  la DGR del 15 giugno 2020 “infrastrutture strategiche”,  in cui sono previsti 5 miliardi di euro per investimenti “priorità 1”, non figurando, nella delibera stessa, lo sviluppo del collegamento delle aree interne, elemento che va, invece, di pari passo  con la crescita economica dei territori e l’ implementazione dell’aspetto turistico.
Come pure carente in questo senso il recente “Piano di ripresa e resilienza regionale”( a supporto di un’ipotetica strategia di inserimento nel medesimo piano previsto a livello nazionale), che, nell’individuare plurimi progetti (circa 73) per ulteriori 10 miliardi di euro, non tiene minimamente conto di ciò che accade nelle nostre aree di confine, nelle nostre prossimità, in particolare con la vicina metropoli di Roma.

Se è vero che il collegamento merci passa per l’interportualità dell’asse Ortona–Civitavecchia, lo è altrettanto il fatto che si deve pensare senza indugio, attraverso un’azione complementare – e non reiterata e ripetuta, visto che le risorse non sono illimitate a maggior ragione quelle della P.A. cui non si può attingere all’infinito –  ad un piano complessivo regionale che tra le priorità abbia il collegamento fra  Teramo, L’Aquila e Roma.
La città di Roma Capitale che è molto attenta, invece, a ciò che accade nelle realtà limitrofe, individua nel Piano Strategico Metropolitano anti-declino un sistema che integri le realtà satellite in un progetto di sviluppo rilevante; è in questa  direzione che la Regione deve prioritariamente andare, riguardo alle aree interne, cercando di individuare l’aspetto biunivoco di questa opportunità ( rapporto fra offerta e domanda della dimensione abitativa a prezzi e qualità della vita totalmente differenti nonché sviluppo turistico) proprio negli investimenti sul collegamento metropolitano, adeguando la vicinanza reale della Capitale con le nostre realtà:  Idea di rete metropolitana di Roma complemento del trasporto pubblico locale intermodale aree interne.
Anche qui ciò che conta sono le somme a disposizione nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): la parte sulle infrastrutture per una mobilità sostenibile riporta 27,7 miliardi di euro, quindi se i fondi sono questi,  è evidente come la Regione Abruzzo debba concentrarsi su due interventi strategici prioritari, uno per l’area costiera, l’altro per le aree interne (collegamento con Roma capitale, come evidenziato)
Viviamo e abbiamo ancora davanti tempi duri e difficili, motivo per cui occorreva un maggior senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche e sinergia decisionale sulle misure e gli  interventi da adottare sui grandi temi, e posso dire senza mezzi termini che l’approvazione del DEFR  nel Consiglio regionale di ieri è stata sicuramente un’occasione persa, ancor più per le aree interne.”

 

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