De Santis: a L’Aquila serve no tax 2020, bilancio comunale è in grado di sostenerlo

di Redazione | 18 Aprile 2020, @12:04 | POLITICA
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L’AQUILA – “L’annuncio da parte del sindaco, Pierluigi Biondi del rinvio della sola rata Tari, tassa per lo smaltimento dei rifiuti, dal 30 giugno al 30 settembre, è positiva solo perché mostra preoccupazione per la situazione di grande difficoltà delle attività commerciali e produttive, ma è assolutamente insufficiente per fronteggiare la grave crisi economica,che è solo all’inizio”.

Lo dice Lelio De Santis, consigliere comunale dell’Italia dei valori.

“”Il rinvio del pagamento della Tari a settembre è solo un rimandare a domani un problema che, senza una duratura ripresa delle attività, rischia di essere insostenibile ancora di più in autunno, quando eventuali incassi o sostegni del Governo serviranno ai commercianti solo a pagare le tasse rimandate! E le altre imposte comunali: Imu, Tasi, Cosap si dovranno pagare o la Giunta comunale le rinvierà?”.

“La mia proposta, fattibile e realistica”, afferma De Santis, “è di bloccare per tutto il 2020 le imposte comunali di spettanza comunale: Tari, con attuale prelievo fiscale di euro 11.850.000, Tasi con gettito di euro 5.600.000, Cosap con gettito 1.350.000 per un importo complessivo di circa 18 milioni e mezzo. Altra operazione da fare, se ci fosse coraggio, è l’eliminazione per l’anno in corso dell’addizionale Irpef per circa 6,6 milioni. Chi paga? Di fronte ad un’emergenza così grave, che rischia di mettere in ginocchio l’economia di tutta la città, in attesa di eventuali decisioni di sostegno da parte del Governo, il bilancio comunale, con le economie e l’avanzo di amministrazione, è in grado di sostenere uno sforzo finanziario importante, non meno importante rispetto agli esborsi effettuati anche recenti per coprire le passività di alcune aziende comunali o per coprire debiti e transazioni per le morosità del Progetto Case o per i contenziosi per le opere pubbliche”.

“Altro tema di rilievo è il problema degli affitti di locali per uso commerciale, chiusi ed inutilizzati a seguito del Coronavirus, rispetto al quale l’invito del Sindaco ai proprietari è utile ed apprezzabile, ma ci vuole un tavolo fra proprietari ed affittuari per concordare una soluzione soddisfacente per entrambi, con una riduzione consensuale del canone per tutto il periodo in cui la ripresa dell’attività non sarà autorizzata dal Governo. In tal senso, lo stesso codice civile agli artt. 1258 e 1464 prevede tale soluzione in presenza dell’impossibilità di esercitare l’attività, essendo venuti meno i presupposti contrattuali”.

“Mi auguro che il sindaco voglia prendere in debita considerazione questa proposta e voglia ragionare insieme con il Consiglio comunale sulle iniziative concrete e utili ad avviare la fase della ripresa sociale ed economica, senza nascondersi dietro a formalismi o rimandando al Governo scelte e decisioni che competono al Comune, anche se in una visione complessiva”, conclude De Santis.


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