De Collibus: “Colarossi spieghi come la pineta Dannunziana sia stata realizzata dai D’Avolos”

di Redazione | 09 Agosto 2021 @ 11:50 | AMBIENTE
Giulio De Collibus
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PESCARA – Riceviamo e pubblichiamo dal Giulio De Collibus, presidente Archeoclub Pescara.

Il presidente dell’ordine provinciale degli agronomi, dottor Matteo Colarossi, non perde occasione per sostenere che la pineta dannunziana sarebbe stata realizzata artificialmente dalla famiglia d’Avalos negli anni intorno al 1.500 e che, quindi, non è meritevole di particolari tutele ambientali se non di quelle riservate ad un giardino pubblico.

Poiché questa notizia, evidentemente sfuggita ai bravi ed attenti storici abruzzesi, sarebbe molto importante per arricchire la storia della nostra città, preghiamo il dr. Colarossi di voler cortesemente fornire le basi storiche, archivistiche e/o bibliografiche a sostegno di questa assoluta novità.

Resta comunque da capire:

quando i d’Avalos, e chi di essi, avrebbero intrapreso la realizzazione della pineta dato che solo dal 1532, con Costanza, essi sono entrati veramente in possesso effettivo del feudo;

a cosa si riferissero allora i boschi ereditati poco dopo da Ferrante d’Avalos nel 1546 per 15 tomoli verso Francavilla ( 3.243 mq) e 25 tomoli verso Montesilvano (8.100 mq.) ;

da dove arrivasse, allora, la grande quantità di legname necessaria per la costruzione della piazzaforte iniziata già dal 1557.

Alla luce di quanto sostenuto ne conseguirebbe anche un’altra importante notizia che stravolgerebbe le conoscenze che si hanno sulla potenza dei d’Avalos, che dimostrerebbero quindi di aver disposto (fra un debito e l’altro) di ricchezze ancora superiori a quelle pur ingenti sinora note. Risulterebbero infatti essere stati proprietari di una quantità immensa di territori in molte regioni lungo la costa poiché la fascia boschiva del Pinus halepensis della nostra pineta, si estendeva ininterrottamente dal Gargano sino a Rimini.

Restiamo in attesa di essere illuminati.


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