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De Amicis lascia la Perdonanza: “È la mia ultima edizione”

LEONARDO DE AMICIS
Leonardo De Amicis, 63 anni, originario del Cicolano, direttore artistico del Teatro del Perdono da nove anni, lascerà l'incarico dopo la 732ª edizione della Perdonanza Celestiniana.

L’AQUILA – Leonardo De Amicis, 63 anni, originario del Cicolano, direttore artistico del Teatro del Perdono da nove anni, lascerà l’incarico dopo la 732ª edizione della Perdonanza Celestiniana. Lo ha annunciato in un’intervista rilasciata a Il Centro, pubblicata ieri, alla vigilia della cerimonia inaugurale del 23 agosto a L’Aquila, che per la prima volta sarà trasmessa in diretta su Rai 1.

La diretta su Rai 1

De Amicis ha definito la serata inaugurale “il punto più alto del percorso”: la cerimonia “La Forza del Perdono” andrà in onda in prima serata su Rai 1. “Rai 1 ha ricevuto il mio progetto editoriale e, con alcuni accorgimenti, è diventato un evento in diretta. Una sorta di coedizione: un programma Rai in diretta dall’Aquila”, ha spiegato.

Il percorso per arrivare alla diretta è durato, secondo il direttore artistico, “due o tre anni”: “Se non vuoi che la serata diventi il “marchettificio” estivo, devi mettere sul tavolo del prime time contenuti, ospiti e identità”. De Amicis ha attribuito un ruolo determinante all’impegno del sindaco Pierluigi Biondi, presidente del Comitato Perdonanza, e del vicesindaco Raffaele Daniele, coordinatore delle edizioni da lui dirette.

Sulla scelta della diretta, e non di una trasmissione registrata, è stato netto: “Potevano anche registrarlo e trasmetterlo dopo, ma non l’avrei accettato. Se porti in televisione una Perdonanza che ha più di sette secoli devi poter dire: “in diretta dall’Aquila””. L’obiettivo, ha detto, è raggiungere un pubblico nazionale: “Chi accende il televisore a Vigevano o a Catania deve capire in quattro o cinque minuti cosa sta accadendo all’Aquila”. Per De Amicis la Perdonanza può così diventare “un brand nazionale, non più soltanto dell’Aquila o dell’Abruzzo”.

“Sarà la mia ultima firma”

Alla domanda diretta se il 23 agosto sarà la sua ultima “firma” sulla Perdonanza, De Amicis ha risposto: “Sì, chiudo un percorso. Poi rimanere consulente, essere a disposizione, è un altro discorso. Ma penso che la Perdonanza debba essere acquisita anche da altre teste, possibilmente più giovani. Deve sopravvivere a me, a tutti. Il progetto oggi esiste e può essere reiterato”.

Sul bilancio dei nove anni alla guida artistica della manifestazione, ha dichiarato: “Qualcosa di positivo e, quantomeno, di strutturato. Rimango a disposizione della città, ma questo ciclo si chiude dopo nove anni di esperienze e responsabilità portate avanti fino in fondo, qualche volta anche contro tutti”. Tra le decisioni definite impopolari nell’immediato, ha citato interventi sul Teatro del Perdono e sulla scalinata di San Bernardino: “Decisioni che lì per lì possono renderti impopolare, poi capisci che togliendo una cosa e mettendone un’altra fai la differenza”.

Sul tipo di eredità che vorrebbe lasciare, ha aggiunto: “Capace di continuare con una scia potente. E questa scia non è “chi viene a cantare”. Ancora oggi qualcuno mi chiede: “Chi ci porti!”. Non conta chi ci porti, ma cosa metti dentro e cosa racconti. Con i soldi compri quasi qualsiasi artista, ma non compri i contenuti, non compri Celestino V: appartiene a questa città ed è un motore potentissimo”.

Il programma della serata inaugurale

La cerimonia “La Forza del Perdono” partirà alle 21.30 del 23 agosto, con diretta su Rai 1. Dopo l’accensione del Tripode della Pace in piazza Palazzo, lo spettacolo si sposterà al Teatro del Perdono, ai piedi di Collemaggio. Alla conduzione Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi; sul palco Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Sal Da Vinci, Marco Masini, Simone Cristicchi, Laura Chiatti, Raoul Bova e Giorgio Pasotti, tra gli altri ospiti. Le musiche sono affidate all’Istituzione Sinfonica Abruzzese, al Conservatorio Casella e ai Cori Riuniti dell’Aquila, sotto la direzione artistica e musicale dello stesso De Amicis. I biglietti sono in vendita su CiaoTicket.

Sulla scelta del cast, De Amicis ha spiegato di aver coinvolto “anche artisti che hanno incontrato e conosciuto la Perdonanza, che l’hanno “sentita”», nella consapevolezza che “qualcuno all’Aquila potrà dire: “Questo l’ho già visto”, ma dobbiamo raccontare la Perdonanza all’Italia”.

Il rapporto con la politica

Interrogato sul ruolo della politica nella gestione della Perdonanza, De Amicis ha ribadito: “L’arte e la cultura sono un’autostrada che non può viaggiare sullo stesso livello della politica. La politica non la deve sfiorare, la deve aiutare, da qualsiasi parte provenga”. Sul rischio di un’appropriazione politica della cultura ha aggiunto: “È l’errore più grande. La cultura è di tutti, di destra e di sinistra. Si parla troppo di “questo è mio, questo è tuo”, anche a livello nazionale”.

Riguardo a “I Cantieri dell’Immaginario”, ha precisato di non averli inventati né lui né l’attuale amministrazione comunale, ma di averli mantenuti perché rappresentano “un’intuizione così bella” da rispettare. Ha voluto anche chiarire il rapporto con l’amministrazione comunale: “Questa amministrazione non mi ha mai imposto una linea. Ho fatto questa cosa per diversi anni per bene, ma l’ho detto dall’inizio: se avessi visto la mia persona strumentalizzata per un fine politico, avrei smesso”.