Davide Serpetti, le mie “Icone” e le storie non svelate che si portano dietro

di Laura Di Stefano | 13 Dicembre 2021 @ 06:00 | CULTURA
davide serpetti
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L’AQUILA – Davide Serpetti, un giovane artista aquilano nato nel 1990, sta emergendo nella scena artistica contemporanea nazionale e internazionale, prediligendo la tecnica della pittura figurativa. Presente nelle più importanti gallerie d’arte, nel 2020 ha scelto di tornare a lavorare a L’Aquila. Laquilablog lo ha incontrato.

– Come mai ha scelto di prediligere una pittura figurativa? 

Da sempre quello che mi è interessato sulla rappresentazione è il volto. E’ il feticcio in tutte le mie opere. Penso che sia la mia fascinazione per le persone e per le storie che si portano dietro. Nei miei quadri i miei personaggi hanno delle storie non del tutto svelate, ed è per questo che suscitano interesse. Non mi piace rappresentare narrazioni troppo dirette, sarebbe come svelare l’inizio e la fine di un film in un’unica scena.

– Quali sono i tuoi soggetti preferiti? 

Il lavoro degli ultimi anni si è concentrato sul concetto di  “Icona”.
 
Icona intesa come celebrità, oppure come simulacro. In questi due filoni si divide la mia produzione degli ultimi anni. Uno dei miei ultimi progetti, The Sleepers, tenutosi qualche mese fa a CasaVuota a Roma, partiva dal ricordo di una persona che ho amato, e lo elevava a forme androgine quasi divine.
E’ questo che deve fare la pittura, elevare dei concetti comuni a tutti, migliorare la nostra visione/percezione delle immagini, non svelare del tutto l’ignoto.

– Qual è il rapporto tra la tua arte e la tua città? 

Dall’inizio della pandemia ho deciso di tornare a L’Aquila, dove ho riordinato quello che una volta era il mio magazzino per convertirlo a studio. E’ bello lavorare “in casa”, nel senso che godo di un’ottima vista sui monti, aria pulita e affetti vicini. L’unica pecca è che a volte mancano stimoli esterni che le grandi città offrono, a livello culturale intendo, ma resto fiducioso per il futuro. 
 
Biografia: 
Davide Serpetti (L’Aquila, 1990) studia alla NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e ottiene un MFA presso KASK – The Royal Academy of Fine Arts di Gent in Belgio nel 2015. Finalista del Premio Komask, espone in una doppia mostra alla Royal Academy of Antwerp e a Le Grand Curtius Museum di Liegi. Nel 2016 realizza la copertina di Exibart #95 con l’opera Il trittico di Di Caprio, seconda parte. Dal 2018, su invito di Luigi Presicce, coordina la residenza artistica Simposio di Pittura presso la Fondazione Lac o Le mon di Lecce. Nel 2020 vince il COMBAT Prize per la sezione di pittura, con una menzione speciale di Andrea Bruciati. La sua prima mostra personale, Reload, viene allestita nel 2018 al Museo di San Domenico di Imola (Bologna). Del 2021 è la personale Heavy Metal Lover alla mc2Gallery di Milano, con un testo di Carlo Sala. La prima personale romana inaugura a Settembre dello stesso anno e viene ospitata da CasaVuota, spazio espositivo curato da Sabino De Nichilo e Francesco Paolo Del Re, e prende il nome di The Sleepers, con un intervento site-specific in collaborazione con il digital artist Karol Sudolski. Sempre nel 2021 durante ArtVerona 16 Serpetti viene selezionato tra gli artisti vincitori della nota edizione di Level0 da Andrea Bruciati, il quale curerà la sua personale presso gli spazi di Villa D’Este e Villa Adriana a Tivoli, con il sostegno di mc2Gallery. Tra le collettive a cui viene invitato si segnalano nel 2010 Not Feeling At Home alla Galleria Artra di Milano, nel 2013 COBALTO40 curata da Yuri Ancarani presso Il Crepaccio di Milano, nel 2014 Don’t Steal My Moment presso KASK e nel 2015 What is your poison? presso Croxhapox a Gent, nel 2021 Danae Revisited curata da Carlo Sala alla Fondazione Francesco Fabbri di Pieve del Soligo (Treviso).
 
Instagram: Davide Serpetti
 
 
 
 
 
 

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