Davide Rondoni a L’Aquila per la raccolta d’esordio di Ilaria Santilli

di Eleonora Iacobone | 21 Gennaio 2024 @ 06:00 | CULTURA
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L’AQUILA – Sigaro in bocca, sciarpa appesa al collo e un cappello inconfondibile: è questo l’arrivo del poeta forlivese Davide Rondoni a Palazzo Cipolloni – Cannella per la presentazione della raccolta d’esordio di Ilaria SantilliCodice – Sparare per le edizioni CartaCanta.

Una cornice artistica nella quale interrogarsi sul ruolo dell’arte. E qual è il ruolo dell’arte per Davide e Ilaria? “Mettere in crisi l’idea banale del dover capire tutto”: i due sembrano d’accordo sul fatto che le poesie si comprendono ma non si capiscono, perché forse è proprio quando si ha la presunzione di aver capito qualcosa che in realtà non si è capito niente.

Le poesie di Ilaria Santilli, come tutta l’arte, possono spiazzare il lettore a primo impatto, possono non essere capite, ma non possono non parlare. E continuano a farlo, con frammenti di immagini, con un linguaggio vivo che viene dalla vita. Perché “la ricchezza del lessico non è un vezzo letterario del poeta”, afferma Rondoni, ma il segno inciso di una profondità di vita. E aggiunge: “Se sbagli le parole, sbagli la vita. È importante usare le parole giuste. Una vita intensa cerca parole adeguate”.

E Ilaria le trova, è costantemente in tensione verso questa ricerca, è in allarme come una sentinella nella notte che ha il dovere di vegliare e svegliare chi nella frenesia di un mondo dove tutto si consuma -e qui ricordiamo Pier Paolo Pasolini quando ci parlava del ruolo della poesia all’interno della società dei consumi- non si accorge che nell’attesa si rischia di morire. Ma che vita è senza il rischio?

Codice – Sparare è “un libro di incisioni più che di poesie”, “un attentato all’esistenza”, lo definisce Rondoni. E la poesia di Ilaria è abitata da un senso sacro dell’esistenza, da una tensione verso qualcosa che solo il poeta riesce a scorgere tra gesti quotidiani e luoghi familiari: “Covare il giorno chiuso / farne profezia sospetta / se lo colgo / portarlo su rami migliori”, recitano i suoi versi.

La sua poesia non cerca, infatti, di sollecitare sentimenti facili con frasi d’effetto, non è “una poesia seduttiva che cerca l’applauso”, ma è una poesia che sposta il lettore dalla sua zona di comfort e lo spinge a collaborare, a dialogare, perché la poesia si fa in due.

“Ilaria non fa sconti al lettore perché lo stima, e leggere poesia è fare i conti con la propria vita”, dice Rondoni. Alla fine si rimane inquieti e pieni di domande, probabilmente destinate a rimanere senza risposta. È questo uno dei valori della poesia di Santilli. Perché in fondo “Resta in piedi chi guarda il cane pisciare”.


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