Dati personali non più conservabili, come funziona la cancellazione

di Redazione | 30 Maggio 2021 @ 06:03 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Dati personali, ormai se ne parla sempre. Ma come si cancellano? Quando serve il certificato di avvenuta distruzione? La risposta è semplice, quando lo studio delega a terzi la distruzione degli stessi. 

Quando va fatta la cancellazione? Quando scade il tempo di conservazione o viene meno il motivo che giustifica la stessa,  che legittima la stessa. Ad esempio, al momento della revoca del consenso del soggetto all’uso dei propri dati a fini marketing. Un esempio molto comune. Chi possiede quei dati li cancellerà? E come? Se il materiale è su supporto cartaceo, la cancellazione consiste nella distruzione della carta, preferibilmente con macchinari trita-documenti-

Ci si puà anche affidare a terzi, quando il materiale è molto voluminoso, magari sistemato in un archivio. Ci sono ditte specializzate e che prevedono anche il rilascio di un attestato di avvenuta distruzione.

Se il materiale da cancellare è su supporto informatico, vanno distinti i dati che sono da cancellare riguardo a determinate finalità ma che continuano a essere necessari per altre, dai dati che non servono più in assoluto.

Nel primo caso, quei dati non servono più vanno bloccati permanente.

Se i dati da cancellare sono tutti su un unico supporto informatico, si può distruggere materialmente tutto oppure ci sono appositi software di sovrascrittura che non permettono la ricostruzione di quanto in precedenza memorizzato. In tutti questi casi vale per il professionista il principio di accountability che gli richiede di provare il suo adempimento e quindi di documentare tutte le operazioni effettuate.

 


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