D’Angelo: “Consentire le attività al chiuso per non penalizzare le zone fredde”

di Redazione | 23 Aprile 2021 @ 17:31 | POLITICA
Daniele D'Angelo
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L’AQUILA – “Avviare una interlocuzione urgente con il governo, nelle more della pubblicazione del decreto sulle riaperture, affinché sia consentita l’attività dei pubblici esercizi anche negli spazi chiusi e i territori con un clima più rigido non vengano penalizzati”. E’ il mandato conferito all’amministrazione dell’Aquila dal consiglio comunale su iniziativa di Daniele D’Angelo, consigliere di ‘Cambiamo’, promotore di un ordine del giorno urgente approvato all’unanimità nella seduta di stamattina.
 
“La scelta di limitare l’attività di bar e ristorazione ai soli spazi aperti – si legge nell’ordine del giorno -, oltre a creare difficoltà generalizzate ai pubblici esercizi che non dispongono di spazi esterni, stimati in oltre il 46 per cento del totale, presenta particolari criticità in quei territori nei quali ragioni geografiche e climatiche ne ostacolano in ogni caso l’utilizzo”. Fra questi ovviamente L’Aquila, e in particolare le frazioni, “che si trovano al di sopra degli 800 metri di altitudine e in taluni casi giungono a superare i 1200 metri”. Nel ricordare che “l’attività dei pubblici esercizi è soggetta a rigorosi protocolli di sicurezza e, come testimoniato dallo stesso decreto che consente la ripresa di molteplici attività, laddove la situazione lo consente il quadro epidemiologico non è incompatibile con l’esercizio di attività controllate negli spazi chiusi”, l’atto impegna il sindaco e l’amministrazione “a farsi parte attiva di una interlocuzione urgente con il governo e con il Parlamento per superare questa limitazione affinché i territori caratterizzati da un clima rigido non vengano penalizzati”. Daniele D’Angelo esprime “soddisfazione per l’approvazione unanime di un ordine del giorno che affronta un problema molto sentito nelle aree interne e nelle zone montane”, che rischia “di creare ulteriori fratture a danno di territori già penalizzati. Nessuno nega l’importanza della sicurezza – conclude il consigliere di ‘Cambiamo’ – ma è proprio la ripresa di attività regolate la prima garanzia di un controllo sanitario compatibile con la vitalità socio-economica del territorio”.

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