Dall’Expo di Dubai Venezia lancia la sua candidatura a capitale mondiale della sostenibilità

di Lorenzo Mayer | 11 Ottobre 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

Venezia lancia ufficialmente la sua candidatura candidatura a Capitale mondiale della Sostenibilità all’Esposizione Universale di Dubai,  la manifestazione che ha preso il via venerdì primo ottobre negli Emirati Arabi Uniti e che coinvolge 192 Paesi di tutto il mondo. 

L’evento, che si svolge con un anno di ritardo, punterà l’attenzione fino al 31 marzo 2022 sul tema Connecting Minds, Creating the Future (collegare le menti, creare il futuro). Durante questi sei mesi i Paesi partecipanti presenteranno al mondo il meglio delle loro idee, progetti, modelli innovativi rispetto a mobilità, sostenibilità e resilienza. 

Nella prima settimana tematica dedicata al “Cambiamento climatico e Biodiversità” in corso al Padiglione Italia, la Città di Venezia è stata proposta come modello internazionale per il contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici e la promozione di processi innovativi di transizione ambientale, innovazione culturale e sociale, con la consapevolezza che se si salva Venezia, tutte le altre città del mondo a rischio potranno essere tutelate. Alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, nel primo focus della giornata dedicato alla città, a 1600 anni dalla sua fondazione, Venezia è stata proposta come un laboratorio internazionale di sperimentazione e innovazione sociale dove transizione energetica, gestione dei flussi turistici, difesa della residenzialità, rigenerazione educativa e resilienza culturale si intersecano per affrontare la vera sfida del mondo contemporaneo: il contrasto ai cambiamenti climatici, di cui il capoluogo lagunare rappresenta l’emblema. Venezia – è stato sottolineato – è una città unica, punto di incontro tra società civile, mondo accademico e scientifico, ma è sempre più spesso minacciata da fragilità cicliche e strutturali che mettono a rischio il patrimonio artistico, il sistema socio-economico e residenziale e l’ecosistema lagunare.  Durante il dibattito oltre al primo cittadino sono intervenuti, tra gli altri, Paolo Glisenti, commissario italiano Expo Dubai, Antonello Pasini, fisico del CNR, Marco Alverà, amministratore delegato di SNAM, Tiziana Lippiello, rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Carlo Bagnoli, docente di Strategy Innovation a Ca’ Foscari e ideatore del progetto VeniSIA, acceleratore di innovazione sostenibile per rispondere alle grandi sfide ambientali del nostro tempo. Nel corso del forum, durante il quale sono stati proiettati tre video sulla città per valorizzarne arte, cultura e tradizioni, è stato poi illustrato come i promotori della Fondazione “Venezia Capitale mondiale della sostenibilità” puntino a rendere la città un centro di rilievo mondiale per il dibattito scientifico accademico e culturale sui temi della sostenibilità e ESG (ovvero temi di Ambiente, Sociale e Governance). Tra le proposte anche l’organizzazione di una “Biennale della Sostenibilità” che riunisca ogni due anni istituzioni, accademici, esponenti del mondo dell’arte e delle scienze e imprese per discutere e proporre soluzioni sui temi relativi ai cambiamenti climatici e, più in generale, della sostenibilità.“Il Mose – ha dichiarato il sindaco, Luigi Brugnaro – è un’opera positiva, concreta, molto complessa, che potrebbe essere esportata in altre realtà del mondo. Ci sono voluti anni per la sua realizzazione, e adesso deve essere completata, ma è un’infrastruttura unica al mondo, opera di grande ingegneria, la cui peculiarità principale consiste nell’assenza di impatto visivo. E’ il risultato di una forte sensibilità ambientale che da sempre ha caratterizzato Venezia. E’ un modello da studiare, frutto di una nuova stagione di cooperazione. Riteniamo necessario che il Comune di Venezia sia protagonista della nuova Authority per la Laguna: per controllare l’opera e il suo impatto con altre realtà importanti per la vita della città come il porto di Venezia, che deve continuare a lavorare anche con il Mo.S.E. attivo. Si può fare, estendendo le funzionalità portuali per operare anche di notte. Da parte della città c’è la massima disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni, nazionali ed internazionali, perché i temi dell’ innalzamento dei mari e della subsidenza sono problemi di tutte le zone costiere del mondo”. 

“Siamo pronti e mobilitati per intercettare la prima acqua alta della stagione prevista per questa settimana”, ha dichiarato Elisabetta Spitz, Commissario Straordinario del Mo.S.E. “Venezia nei prossimi anni potrà godere di una codizione particolare di protezione, a differenza di altre città che dovranno affrontare gravi problemi di inondazioni. Per questo motivo il Mo.S.E., opera pensata dalla sola ingegneria italiana per Venezia, può diventare un modello per tutelare le zone a rischio nel resto del mondo. Si tratta di un’infrastruttura leggera e di grande flessibilità, che riesce a proteggere da onde di dimensioni molto importanti. Ricordo che lo scorso inverno mentre onde di oltre 3 metri si abbattevano su queste barriere, la parte opposta della laguna era calma e tranquilla”.

E’ seguita quindi la presentazione di azioni concrete per lo sviluppo sostenibile di Venezia in vari ambiti di azione, tra i quali:  

  • ESG, transizione energetica e sostenibilità ambientale: avviare un polo di idrogeno ed energie alternative a Marghera; avviare il progetto VeniSIA, un centro di innovazione e accelerazione di startup; manutenzione e difesa dell’ecosistema lagunare; tutela della biodiversità e promozione della bio-agricoltura.  
  • Formazione e Centri di Ricerca per favorire il rilancio dell’offerta accademica e lo sviluppo di corsi di formazione sui temi della sostenibilità.
  • Turismo sostenibile, con il lancio di una piattaforma digitale per gestire i flussi, l’avvio di un piano per il commercio e residenzialità e azioni per favorire l’inclusione sociale.  

Nel solco della collaborazione e degli scambi culturali tra Occidente e Oriente, è stata inoltre annunciata la realizzazione, nel 2022 a Ca’ Foscari, di una Esposizione dedicata a Venezia e alla città cinese di Suzhou, entrambe città d’acqua e da diversi anni gemellate. L’esposizione sarà uno degli appuntamenti dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina 2022.

Dopo aver sottolineato l’urgenza con cui si deve intervenire per affrontare la crisi climatica in atto, dalla decarbonizzazione al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi, gli interventi dei relatori hanno posto l’accento sull’opera ingegneristica del Mose, che – è stato sottolineato – può diventare non solo il simbolo della difesa dell’ecosistema della Laguna di Venezia, ma lo strumento di tutela di altri patrimoni dell’umanità. Un sistema complesso di infrastrutture, completamente progettate e realizzate in Italia che, grazie alla tecnica e alla scienza, – è stato rimarcato – riesce a proteggere la città di Venezia, unica al mondo, da onde imponenti. Un modello allo stesso tempo flessibile, che si fonda sul principio del rapporto aria – acqua, e che potrebbe essere esportato in altre aree geografiche a rischio inondazioni.


Print Friendly and PDF

TAGS