Dall’estetica alle mascherine: aquilana si reinventa per superare la crisi

di Mariangela Speranza | 03 Maggio 2020 @ 07:26 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Ha sospeso, temporaneamente, la sua attività e, in attesa che i tempi cambino, si è messa a produrre mascherine.

La pandemia ha travolto il mondo dell’impresa e dell’artigianato, ma sta anche spingendo alcuni professionisti a riconvertirsi per affrontare la crisi, usando il più possibile il lavoro da remoto o cambiando in parte la propria produzione.

Tra questi Roberta Anzaldi, un’estetista che, grazie anche a un diploma professionale da sarta conseguito 30 anni fa, gestisce un centro di bellezza corredato di angolo sartoria, a San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), dove si occupa di benessere, total look e confezione di abiti su misura. Con il decreto anti-coronavirus anche il suo negozio è infatti chiuso da due mesi e, non avendo la possibilità di lavorare a contatto diretto con le sue clienti, ha deciso quindi di reinventarsi e di realizzare mascherine a uso civile.

“Ho voluto continuare a dedicarmi al mio lavoro anche in questo periodo di lockdown – spiega a L’Aquila Blog – Con il negozio chiuso, era necessario provare a darmi da fare e quale occasione migliore per farlo e rendermi utile, se non riconvertire la mia produzione e specializzarmi in dispositivi di protezione?”.

Si tratta, in particolare di mascherine lavabili in lavatrice, e quindi riutilizzabili, formate da più strati, in tessuto non tessuto (Tnt), idrorepellente, assorbente e ipoallergico ma che, precisa la stessa Roberta, “non sono adatte all’uso sanitario”.

“Le mie mascherine sono certificate e realizzate in conformità alle indicazioni del Ministero Salute come ‘normali’ protezioni per i cittadini, visto che quelle che si trovano attualmente sul mercato sono usa e getta – dice -. Ho iniziato a produrle solo un mese fa, soprattutto per le difficoltà che ho riscontrato nel reperire tessuti adatti e di buona qualità e, da allora la richiesta è aumentata a dismisura”.

Oltre che nell’Aquilano, negli ultimi giorni l’artigiana ha infatti iniziato a spedire i suoi prodotti anche fuori regione.

“Grazie al passaparola, in poco tempo con le scorte che sono andate letteralmente a ruba – aggiunge -. Fino a oggi ne avrò realizzate più di un migliaio, ma gli ordini continuano ad arrivare da ogni parte d’Italia. Continuerò a produrne il più possibile, con la speranza di poter sopperire a tutte le richieste, attendendo di poter riaprire il mio negozio il primo di giugno e poter finalmente ricominciare a lavorare a contatto con i miei clienti. A quel punto si tratterà di organizzarmi diversamente, ma fino ad allora sarò ben contenta di potermi rendere utile”.


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