Dalla Cupola del Valadier a L’Aquila, una pioggia di petali di fiori

Pioggia di petali bianchi e gialli all'interno della chiesa di S. Maria del Suffragio nella solennità del Corpus Domini

di don Daniele Pinton | 02 Giugno 2021 @ 16:24 | ATTUALITA'
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In occasione della solennità del Corpus Domini, che quest’anno si celebra domenica 6 giugno 2021, nella chiesa di S. Maria del Suffragio a Piazza Duomo a L’Aquila, al termine della solenne celebrazione eucaristica delle 11:30, dopo un breve momento di preghiera e di adorazione eucaristica, avrà luogo dal sagrato della Chiesa, la benedizione del Santissimo Sacramento alla Città di L’Aquila, e rientrando in Chiesa, la pioggia di petali di fiori bianchi e gialli dalla Cupola del Valadier, accoglierà il Santissimo Sacramento, custodito nel prezioso ostensorio della Chiesa del Suffragio.

Lo scorso anno, a causa delle indicazioni governative per il contenimento della pandemia da covid-19, che da pochi giorni avevano autorizzato la ripresa delle celebrazioni liturgiche con la presenza dei fedeli, non solo era stata interrotta la processione cittadina del Corpus Domini, ma anche la pioggia di petali di fiori dalla chiesa del Suffragio, ripresa dopo una lunga interruzione, solo nel 2019, al termine della Processione eucaristica cittadina, che era stata presieduta dal Card. Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila.

Infatti, l’ultimo spettatore della piaggia di petali di fiori, nel 1940 era stato l’Arcivescovo di L’Aquila, mons. Carlo Confalonieri, che al rientro della processione del Corpus Domini a Piazza Duomo, si fermò per la statio alla Chiesa del Suffragio, dove aveva luogo in onore del Santissimo Sacramento la pioggia di petali di fiori bianchi e gialli, organizzata dall’allora rettore, Mons. Alfredo Orpelli. Purtroppo, a causa di alcuni cedimenti sul cornicione della Cupola del Valadier, nel 1941 si interruppe questa consuetudine, che aveva probabilmente riferimenti a ciò che ogni anno aveva luogo dalla cupola del Panteon a Roma nella Solennità della Pentecoste e nella basilica di S. Maria Maggiore il 5 agosto di ogni anno.

Solamente dopo la riapertura della Chiesa del Suffragio, avvenuta nel 2018, a seguito dei complessi lavori di restauro per i crolli causati dal sisma del 2009, la Cupola del Valadier è tornata al suo antico splendore, e i cornicioni sono tornati calpestabili e percorribili in sicurezza, grazie ai lavori di consolidamento e al ripristino del ‘passamano’ istallato nel 1890.

Nella Solennità del Corpus Domini, nella Chiesa di S. Maria del Suffragio, nel rispetto nelle disposizioni governative di tutela dal covid-19, avranno luogo la messa prefestiva, sabato 5 giugno alle ore 18:00 e domenica 6 giugno alle ore 10:00, 11:30 e 18:00.

Questa festa liturgica è stata istituita grazie ad una suora – la beata Giuliana di Retine – che nel 1246 per prima volle celebrare il mistero dell’Eucaristia in una festa slegata dal clima di mestizia e lutto della Settimana Santa. Il suo vescovo approvò l’idea e la celebrazione dell’Eucaristia divenne una festa per tutto il compartimento di Liegi, dove il convento della suora si trovava. Nel 1208 la beata Giuliana, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, durante un’estasi aveva visto il disco lunare risplendente di luce candida ma deformato da un lato da una linea rimasta in ombra. Successivamente aveva appreso da Dio che quella visione stava a significare che la Chiesa del suo tempo ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento. E dopo che il Canonico di Liegi, Giovanni di Lausanne, direttore spirituale della suora, ottenne il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini. La richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l’ottava della Trinità. Nel 1262 salì al soglio pontificio, col nome di Urbano IV, l’antico arcidiacono di Liegi, Giacomo Pantaleone, che era stato anche confidente della beata Giuliana. Nell’anno successivo, a Bolsena, nel Viterbese, si verificò il miracolo eucaristico. Si racconta che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell’Eucarestia, nello spezzare l’ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo. A fugare i suoi dubbi, dall’ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino e alcune pietre dell’altare. Venuto a conoscenza dell’accaduto Papa Urbano IV provvide ad istituire ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità, com’è documentato dalla Bolla “Transiturus” emanata l’11 agosto 1264.

Nella bolla del 1264 la Solennità è descritta come memorialis sacramentum in cotidianis missarum sollemnior, festum sanctissimi Corporis Domini nostri Jesu Christi (…”festività del santissimo Corpo di nostro Signore Gesù Cristo, mentre, con il Messale del 1970, questa Solennità viene indicata col nome latino Sollemnitas Sanctissimi corporis et sanguinis Christi (“solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo).


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