Dalla corsa al tampone alla corsa alla ricetta: in attesa di soluzioni, la Asl detta le procedure

di Alessio Ludovici | 16 Ottobre 2020 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Dalla corsa al tampone della settimana passata, all’Aquila si è passati alla corsa alla ricetta del medico, per andare a fare il tampone. Bianca? Rossa? Qualsiasi? E’ comunque solo con la ricetta, infatti, che si può accedere al test adesso. La Asl lo aveva esplicitamente chiarito dopo quella che, in un comunicato stampa, aveva definito “un’immotivata ondata di panico, che sta determinando, nella popolazione, una corsa alla ricerca dell’effettuazione del test molecolare, senza preventiva consultazione dei sanitari di riferimento”. La corsa al tampone rischia infatti di ingolfare completamente il sistema di risposta e tracciamento delle istituzioni sanitarie. DanteLabs il giorno successivo si è adeguata, come da indicazioni dalla Asl, e solo dopo prescrizione del medico o della Asl stessa da il via libera al test ma l’intero sistema va messo a punto. La ricetta del medico, comunque, non è bastata a smaltire le file, sempre chilometriche. Dalla corsa al tampone si è passati, appunto, alla corsa alla ricetta e le file sono sempre le stesse. A questo punto però un coordinamento con la Asl è necessario, pena un’ingolfamento fuori controllo. La Asl aquilana in un comunicato ha chiarito ulteriormente: “il medico curante, fatte le opportune valutazioni, prescriverà e comunicherà al Dipartimento di Prevenzione ed al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, la necessità di effettuare una valutazione diagnostica mediante test molecolare con tampone naso-faringeo, permettendo, in tal modo, al Servizio di Igiene, struttura dedicata al tracciamento dei contatti, di inserire nel proprio data-base tutte le informazioni del caso segnalato, ulteriormente approfondite da un mirato colloquio telefonico”. 
E’ evidente, ad ogni modo, che la richiesta di tamponi continua a crescere. Ieri in Abruzzo se ne è processato un numero record ma il fabbisogno è destinato a crescere. Crisanti oggi ha ribadito che se ne fanno pochi, e del resto si chiede al cittadino di convivere con il virus, rispettando pedissequamente le norme anticontagio, ma anche, necessariamente e come avviene nel resto d’Europa, potendo accedere ai test. Il fai da te però rischia di fare più danni che altro. E’ la politica che deve trovare soluzioni ma nel frattempo è indispensabile mettere le Asl nelle condizioni di razionalizzare le proprie risorse tecniche ed umane, altrimenti il rischio, come paventa Maria Rita Gismondo, direttore di Microbiologia clinica dell’ospedale Sacco di Milano oggi, è che non ci siano tamponi poi per chi ne ha più bisogno, per i malati, per gli ospedali, le scuole, per il personale sanitario, per i focolai più gravi da tracciare e così via o che, come ricordava la stessa Asl dell’Aquila, le corse al test impediscano “agli operatori del Servizio di Igiene, particolarmente esperti nel contact-tracing, di valutare le modalità di trasmissione di eventuali contagi”.


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