D’Alfonso sulla tornata elettorale del 10 marzo e sul nuovo assetto politico regionale

di Redazione | 15 Aprile 2024 @ 17:00 | POLITICA
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L’AQUILA – “Appartengo a una generazione politica dove valori come la stima e l’amicizia vengono molto prima degli schieramenti dove si milita. Ovviamente nulla a che vedere con  inciuci e marchette ma parliamo di rapporti alla luce del sole tra persone che si rispettano. Nella tornata elettorale del 10 marzo il vero vincitore, non solo nella nostra Città e provincia, è stato Roberto Santangelo. Per le qualità umane che gli sono state riconosciute, per la sua disponibilità all’ascolto, per la sua attenzione sia verso il Capoluogo che per il comune più piccolo compreso, anzi a partire da Capestrano assurto con il suo Guerriero a simbolo identitario dell’Abruzzo. Lontano dai poteri forti e dalle dinastie politiche ha avuto un numero impressionante sia di consensi che di apprezzamenti di stima. Unico rimprovero che gli faccio è di aver impedito che qualche migliaio di elettori delusi sia dal governo comunale che regionale, non hanno votato D’Amico perché li ha intercettati lui. Comunque auguro a Roberto Santangelo ‘buon lavoro’ da assessore regionale nell’interesse della nostra Comunità e di tutta la regione”. Così Alfonso D’Alfonso, Coordinatore di Demos Abruzzo, sulla tornata elettorale del 10 marzo e sul nuovo assetto politico regionale.

E continua: “Ci saremmo aspettato che ricoprisse un altro ruolo, nella certezza della sua naturale inclinazione al dialogo e al rispetto dei ruoli istituzionali, ma noi le elezioni le abbiamo perse e le scelte nel bene e nel male le fa chi vince. Per il resto il presidente Marsilio è stato di parola: si è fatta una giunta su misura e in continuità con la precedente, con un’unica variante: l’attuale è peggiore della prima. Questa giunta non è il frutto delle scelte degli elettori o dei partiti bensì è il risultato della sua azione quinquennale di demolizione dei rapporti di forza a suo tempo sancito dalle urne per creare le condizioni dell’attuale assetto: una giunta a sua immagine e somiglianza dove solo un assessore potrebbe recitare un ruolo autonomo, il resto farà il compitino assegnato perché sa che chi li mantiene in giunta non sono i loro partiti o i gruppi ma solo il Presidente. La scelta dell’assessore Veri’ ne è la prova regina. Altro che proclami contro i traditori e i cambi di partito. A tal proposito c’è chi ha dovuto ingoiare non un rospo ma tutto lo stagno”.

E aggiunge: “Ricordo altresì i proclami di chi osannava la supremazia del consenso delle liste di destra difronte allo scarso gradimento di Marsilio e alla sua debolezza, la realtà dice ben altro, ora sono serviti, peccato che a pagarne il prezzo principale saranno gli abruzzesi, a cominciare da tutti i pazienti e gli operatori della sanità. Per la provincia dell’Aquila questo vuol dire altri cinque anni di direzione generale Asl a guida Romano. Mi auguro che tutta la sua corte dei miracoli, sia quella ufficiale che quella nascosta, adesso sia soddisfatta, così come tutto il personale medico che ha votato la destra senza pensare che in tal modo sceglieva Romano”.

“Per quanto ci riguarda continueremo a difendere la sanità pubblica e il diritto alla salute di tutti i cittadini, schierati al fianco di medici e paramedici per difendere la loro professionalità e autonomia”, conclude D’Alfonso sul nuovo assetto politico regionale.


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