D’Alfonso interviene sul debito delle Asl abruzzesi: taglio da 7,7 milioni in tre anni

Situazione sorta durante il mandato Quaglieri-Verì

di Redazione | 07 Giugno 2024 @ 15:55 | SANITA'
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L’AQUILA – “La voragine che si è aperta nei conti delle Asl abruzzesi – 122 milioni di passivo al termine del 2023 – ha  costretto la giunta regionale ad una precipitosa variazione di bilancio, cui fa seguito adesso una drastica dieta  dimagrante per tutti i Dipartimenti della Regione Abruzzo. La richiesta a ciascuna delle 8 strutture è di  tagliare 2,7 milioni per l’anno in corso, 2,5 milioni per il 2025 e altrettanti per il 2026. Una cura da cavallo  che l’assessorato al bilancio regionale richiede sottolineando “la peculiarità della situazione finanziaria  delineatasi soltanto di recente” e confidando “nella massima disponibilità” poiché in alternativa “non potrà  che procedersi individuando indirizzi maggiormente incisivi”. Traduzione: se non si taglia adesso, sarà  necessario ridurre ulteriormente più in là”. Ha dichiarato l’onorevole Luciano D’Alfonso.

La cosa singolare è che sia l’assessore al bilancio Mario Quaglieri sia la sua collega alla sanità Nicoletta Verì  sono gli stessi della scorsa legislatura: è durante il loro mandato quinquennale che si è prodotta la voragine  debitoria ed è sempre con loro che la notizia è emersa “soltanto di recente” (guarda caso, dopo le elezioni  regionali). Delle due l’una: o sono molto distratti, o sono complici; in entrambi i casi, dovrebbero trarne le  conseguenze.  

In queste elezioni europee e comunali fortunatamente non è partita la fabbrica di collane, braccialetti e  mancette, poiché gli svariati milioni di debito risorgente non consentono la corruzione elettorale che gli  abruzzesi hanno patito durante le recenti consultazioni regionali. Sono convinto che le donazioni alla cieca  deliberate nottetempo soprattutto nei corridoi della Regione mercantile in tutte le direzioni conosceranno  nuova vita come zombie nel corso delle prossime settimane grazie al fabbisogno di rilettura degli organi  preposti.   Ma i 122 milioni in realtà ne nascondono molti di più, circa 200, e il rischio del commissariamento non  riguarda soltanto la sanità ma l’intera Regione Abruzzo, poiché il danno è strutturale, così come strutturale è  la vocazione a fare danni di questo centrodestra dalla facile delibera clientelare. Sorgono spontanee tre  domande:  

1) che fine faranno le decine di milioni di collane, braccialetti e mancette dati per vincere le elezioni  regionali?  

2) Diventeranno assegni a vuoto?  

3) Può essere corruzione elettorale? Io ho l’esigenza di definire questa condotta con un istituto della  procedura penale. Naturalmente non è escluso che organizziamo un convegno sul tema per rubricare  l’esattezza di questa infettiva fattispecie.

Tagli alla sanità in Abruzzo, l’amarezza di Paolucci: “Saranno i cittadini a pagare”

PESCARA – “Durante tutta la scorsa legislatura la sanità abruzzese targata Marsilio e Verì ha prodotto meno prestazioni, più mobilità passiva e più debiti. Utilizzate tutte le risorse disponibili, si è dovuto ricorrere a un’urgente legge regionale per trovare 53,9 milioni, spalmandoli sugli accantonamenti obbligatori previsti per gli anni 2024/2025/2026. Fondi che la nota dell’Assessore al Bilancio Quaglieri ai Dipartimenti regionali invita a ripristinare subito e per farlo è stato richiesto ai vari assessori di procedere urgentemente a imponenti tagli nei propri capitoli. Così ai tagli del bilancio della Regione, -18,9 mln sul 2024, 17,5 sul 2025 e 17,5 sul 2026, si sommeranno quelli propri del settore sanitario con i Piani di rientro che le 4 Asl dovranno predisporre nelle prossime due settimane, in ragione del disavanzo che si sta già cumulando nel 2024. Nel frattempo gli assessori sono stati riconfermati e manager e amministratori responsabili dei disavanzi delle quattro Asl, cosa mai verificatasi prima d’ora, sono rimasti tutti al proprio posto, nonostante per la legge dovrebbero essere già decaduti a causa del disavanzo”: dura la presa di posizione del capogruppo Pd Silvio Paolucci sulla situazione della sanità dell’era Marsilio.


“Duole che a pagare l’inefficienza di questa gestione debbano essere gli abruzzesi che già sono costretti a migrare fuori regione, o a rivolgersi al privato, oppure rinunciare a curarsi e che perderanno ancora altre cure, prestazioni e servizi senza ricevere in cambio nessun investimento – conclude Paolucci – . Eppure il Governo regionale al momento della predisposizione del bilancio 2024 e come abbiamo più volte denunciato, già sapeva del caos perché c’erano comunicazioni fra i due settori Sanità e Bilancio, ma non ha fatto nulla per evitarlo. Resta da sapere anche come si terrà il piano sanitario appena presentato con tante e tali falle, come si produrrà sviluppo e, anche, come faranno gli altri settori in difficoltà e bisognosi di sostegno, agricoltura in primis, ad averli se la sanità è oggi il vero e proprio buco nero del Marsilio bis”.


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