Dal tramonto all’alba, il coprifuoco del ’43 e i 99 rintocchi che lo annunciavano nel ‘300

di Alessio Ludovici | 03 Novembre 2020 @ 06:00 | RACCONTANDO
iazza Palazzo e parcheggio Simoncelli
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L’AQUILA – Novantanove lenti rintocchi, “ad tertium sonum campane de nocte”, con i quali dalla campana civica della Reatinella, nella torre di Piazza Palazzo, si annunciava nel ‘300 la chiusura delle porte cittadine, delle taverne e l’ora dalla quale ogni cittadino era tenuto a rientrare nella propria abitazione.

Non c’erano i dpcm ma c’erano delle deroghe anche allora negli Statuti aquilani, bastava infatti portarsi una fiaccola o una lanterna e non rendersi colpevoli di schiamazzi. La Reatinella era una delle campane della città e una di quelle ospitate nella torre, c’erano anche la campana grande, quella della giustizia e quella dell’orologio che vi sarà collocata nel 1374. Ognuna svolgeva una sua funzione, quella cosiddetta grande ad esempio serviva per annunciare gli eventi più importanti, per chiamare il popolo alla guerra o il contado extramoenia a raggiungere la città per qualche motivo, era grande perché doveva, appunto, sentirsi da lontano. La Reatinella era invece quella che scandiva il vivere intramoenia, dentro le mura. Si chiamava così perché ci venne rubata dai reatini e fu recuperata dagli aquilani solo negli anni successivi. Nel ‘500, durante la dominazione spagnola, fu calata dalla Torre, come tutte le altre campane cittadine, per essere fusa per produrre artiglieria per il Forte, un atto simbolico per reprimere la reiterata audacia degli aquilani.

Tutte le città facevano cominciare il coprifuoco con lo squillo di una tromba o con le proprie campane. Si chiamava coprifuoco perché in origine segnalava anche l’obbligo di soffocare il fuoco sotto la cenere, per evitare incendi notturni.

Nel corso dei secoli è quindi rimasto per indicare situazioni di confinamento, un limite che nemmeno durante il lockdown avevamo passato, quando comunque si poteva uscire per fare compere ad esempio. In Italia l’ultimo coprifuoco ci fu durante la seconda guerra mondiale, era il 25 luglio del 1943, il Gran Consiglio del Fascismo aveva appena destituito Mussolini e Badoglio stabilisce il coprifuoco dalle 21 alle 5 del mattino, era proibita la circolazione a piedi o con qualsiasi mezzo a meno che non si fosse muniti di apposito lasciapassare. Deroghe erano previste per preti, medici e levatrici, purché nell’esercizio delle proprie funzioni. Erano inoltre chiusi gli esercizi pubblici di ogni tipologia e vietate le riunioni pubbliche.

Per tutti l’obbligo di fermarsi al “chi va là!”.


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