Dal 4 maggio si torna a uscire ma non è un “liberi tutti”: ecco le regole

di Redazione | 26 Aprile 2020 @ 10:48 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Cene in casa con gli amici, turni di lavoro diluiti in 7 giorni pur continuando a preferire lo smart working, sanificazione degli esercizi commerciali tutti i giorni con ipotesi di allungamento degli orari di apertura, mezzi pubblici riempiti al 50 per cento con rilevazione della temperatura ai passeggeri in stazione, più custodi e meno accessi nei musei e banchi distanziati in chiesa per le messe.

E poi, quarantena obbligatoria per chi rientra dall’estero, e bagno consentito già da ora per chi vive in un posto di mare.

Sono le misure che saranno in vigore dal 4 maggio, quando in Italia scatterà l’agognata fase 2 dell’emergenza coronavirus, che consentirà di riuscire da casa ma con scrupolose attenzioni.

Si potrà tornare a spostarsi, anche fuori dal proprio comune, ma non fuori dalla propria regione, sempre per motivi di lavoro o di salute. Si potrà cenare insieme agli amici pur mantenendo il distanziamento.

Per le attività economiche che riprendono, edilizia e manifatturiero prima e commercio subito dopo, sarà necessario utilizzare guanti e mascherine, sanificare gli ambienti di lavoro e adottare misure di sicurezza in azienda, dal distanziamento sociale alla predisposizione di dispenser con igienizzanti.

Si potrà, anche se non da subito, tornare a fare viaggi di piacere all’estero, ma non solo occorre vedere quali paesi riapriranno le frontiere, ma anche considerare che al ritorno bisognerà rimanere a casa per 14 giorni per la quarantena obbligatoria. Un periodo di tempo che, per i lavoratori dipendenti, sarà computato come ferie e non come malattia.

In Italia, invece, si potrà andare liberamente in vacanza ma solo entro i confini della propria regione. Chi ha la seconda casa potrà trasferircisi tranquillamente, purché sia dentro la regione in cui vive.

Sul fronte riapertura, toccherà prima ai negozi di abbigliamento, calzature e arredamento, concessionari di auto e moto. A seguire gli altri, forse anche i parrucchieri ma non regole rigide da rispettare, come quella di fare la chioma a un cliente per volta e indossando guanti e mascherine.

A farne le spese più di tutti, com’è ormai acclarato, saranno bar e ristoranti, che non solo saranno gli ultimi a poter riaprire, ma per farlo dovranno eliminare il servizio al bancone e distanziare i tavoli. Le ipotesi parlano di un cliente ogni 25 metri quadrati. Anche per loro sarà necessario prevedere dispenser per tutti, sanificare gli ambienti e utilizzare i dispositivi di protezione.

Bus, treni e aerei viaggeranno a metà capienza per garantire il distanziamento sociale. I mezzi saranno sanificati almeno una volta al giorno.

Infine le scuole: non solo se ne riparlerà a settembre, ma per i genitori sarà un bel problema affrontare l’estate considerando che il comitato tecnico scientifico che supporta le scelte del governo ha detto no all’apertura dei centri estivi. Al ritorno sui banchi, tuttavia, c’è l’ipotesi di lezioni a turno lasciando metà alunni in remoto.


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